Coronavirus, fino a 24 giorni per l’incubazione, secondo i cinesi. Il virus sopravvive anche 9 giorni sulle superfici

Aggiornamenti, consigli e precauzioni

Secondo quanto divulgato dal Ministero della sanità nella giornata di oggi 10 febbraio, in Cina i casi ufficiali di persone infettate dal coronavirus sono arrivati a quota 40.553. Con 910 decessi ovvero il 2,24 per cento delle persone che hanno sviluppato la malattia è morta.

In Italia al momento i casi accertati sono 3 e fortunatamente non vi sono stati decessi da Coronavirus. In Europa le persone infettate al momento sono 37. Due importanti novità però sono state divulgate oggi dalla comunità scientifica internazionale. La prima arriva proprio da uno studio di ricercatori cinesi che comunicano che il tempo di incubazione potrebbe essere superiore a quello valutato fino ad oggi ovvero le persone entrate in contatto con il virus potrebbero impiegare fino a 24 giorni per sviluppare i sintomi della malattia: il periodo di incubazione può essere di oltre tre settimane. Un dato questo che, se confermato, renderebbe di fatto parzialmente affidabili i periodi di 14 giorni di osservazione adottati dalla comunità scientifica e dalla sanità italiana come periodi di isolamento dei possibili contagiati.

Ovviamente tra il 14 e il 24 giorno dall’esposizione al virus la densità statistica della persone che sviluppano la malattia dovrebbe tendere a scemare. Lo studio comunque al momento è stato sviluppato dalla comunità scientifica cinese e in Europa medici e ricercatori non si sono ancora pronunciati.
La seconda notizia riguarderebbe la capacità di sopravvivere nell’ambiente del virus o meglio io di restare capace di infettare. Il Coronavirus, secondo uno studio tedesco potrebbe ‘sopravvivere’ sulle superfici fino a 9 giorni, rimanendo teoricamente capace di infettare. Anche se il contagio è molto più probabile se il virus passa da persona a persona ad esempio con i colpi di tosse.

Rimane vero, secondo il ministero della sanità, che per sterilizzare una superficie dal Coronavirus è sufficiente utilizzare una soluzione alcolica al 75% o una soluzione che abbia almeno 1% di ipoclorito di sodio, ovvero la comune varechina o candeggina. Per avere una soluzione all’1% partendo dall’Amuchina, se si utilizza quella commerciale, che di solito è già diluita al 2% basta creare una soluzione con una parte di Amuchina e una di acqua. In assenza dell’Amuchina va bene anche la comune varechina o candeggina con una diluizione in acqua maggiore in base alla concentrazione dell’ipoclorito di sodio presente nel prodotto di partenza.

La migliore forma di prevenzione comunque rimane lavare spesso le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi, in assenza di acqua i gel all’Amuchina vanno benissimo e sopratutto se non si è sicuri di avere la mani pulite è importante non toccarsi il viso gli occhi e la bocca, le porte di ingresso del virus che da li raggiunge facilmente le mucose, da dove entra nell’organismo.

Oggi pomeriggio, intanto, nella sede dell’assessorato al diritto alla salute toscano, c’è stara la riunione settimanale della task force regionale sul nuovo Coronavirus 2019-nCoV, istituita per gestire e far fronte all’emergenza e mettere a punto tutte le procedure e le misure necessarie.

I quattro turisti di Taiwan (due genitori e due figli), che sono risultati positivi al virus una volta rientrati in patria (in un primo tempo solo i genitori, poi anche i due figli), sono stati in Toscana (Firenze, Siena e Pisa) dal 26 al 29 gennaio. Il personale dell’albergo di Firenze in cui hanno soggiornato ha riferito al personale sanitario della Asl Toscana centro, che ha eseguito i controlli successivi, che i turisti indossavano le mascherine di protezione.

Dall’inizio dell’anno sono state distribuite alle aziende sanitarie 35mila mascherine (13.000 soltanto dal 26 gennaio al 7 febbraio). Da ieri, domenica 9 febbraio, i controlli negli aeroporti di Firenze e Pisa, che erano limitati ai passeggeri in arrivo dai voli internazionali, sono stati estesi anche a quelli in arrivo da Roma. Da domani, martedì 11, i controlli verranno fatti anche nell’aeroporto di Grosseto.

Sabato 8 febbraio il Ministero della salute ha inviato una circolare con le indicazioni per la gestione degli studenti di ritorno dalle aree a rischio della Cina. La circolare dà disposizioni ai dirigenti scolastici di segnalare al Dipartimento di prevenzione della Asl di competenza la presenza di alunni rientrati o in fase di rientro dalle aree della Cina interessate dall’epidemia. In questi caso, il Dipartimento di prevenzione dovrà mettere in atto, unitamente con la famiglia, una sorveglianza attiva quotidiana, per la valutazione di eventuale febbre o altri sintomi, nei 14 giorni successivi all’uscita dalle aree a rischio. In presenza dei sintomi di cui alla definizione di caso da parte dell’Oms, viene avviato il percorso sanitario previsto per i casi sospetti.

Da domani, martedì 11 febbraio, oltre al laboratorio di virologia della Aou senese, sono attivi anche quelli delle Aou di Careggi e Pisa.

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