Coronavirus, Federazione dei medici: “Ai sanitari manca il materiale di protezione”

L'appello del presidente nazionale Filippo Anelli dopo i casi in Lombardia e Veneto

Coronavirus, preoccupazione anche dalla categoria dei medici. “Dei 14 contagiati dal nuovo coronavirus in Lombardia, cinque sono operatori sanitari, medici e infermieri. È indispensabile che le Regioni forniscano subito il previsto materiale di protezione e indicazioni univoche su come gestire i casi. Così si rischia di vanificare il lavoro fatto dal ministero della salute, che sin da subito ha invece fornito tali indicazioni, demandando alle Regioni i protocolli operativi e la fornitura dei materiali”.  Così interviene il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, commenta quanto sta accadendo in Lombardia.

“Ringraziamo ancora una volta il ministro Roberto Speranza, ringraziamo anche il segretario della Federazione nazionale dei medici di medicina gnerale, Silvestro Scotti, che ha preso in mano la situazione dando indicazioni per un triage telefonico prima delle visite – continua Anelli – I medici non possono, però, essere lasciati soli e senza protezione a gestire la situazione. I medici, gli operatori sanitari, devono per primi essere messi in sicurezza, per poter continuare ad aiutare gli altri. È la prima regola del soccorso. È come quando su un aereo, in caso di atterraggio di emergenza, prima di aiutare, ad esempio, i bambini ad indossare le maschere dell’ossigeno, devono munirsene gli accompagnatori adulti”.

“I medici, i professionisti sanitari sono sempre disponibili – conclude – e ancor più in questa situazione: continuano ad arrivarci nominativi di colleghi che si offrono volontari, ad esempio, per i controlli negli aeroporti e comunque per gestire l’emergenza. Ma vanno protetti e preservati, perché possano continuare ad assistere, in piena sicurezza, i cittadini”.

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