Italiani bloccati alle Maldive, c’è anche il santacrocese Marco Rusconi

Il consigliere comunale in quarantena: "Stiamo bene"

“È chiaro che non è il posto più brutto del mondo, ma è comunque una scelta non volontaria”. Sono le parole di Marco Rusconi, consigliere del comune di Santa Croce sull’Arno che è tra le circa 800 persone che sono rimaste bloccate nell’isola Kuredu della Maldive, tra personale del Resort e turisti.

Nell’isola, popolata prevalentemente da inglesi e tedeschi, ci sono anche tra i 30 e i 50 italiani secondo alcune stime. La Health protection agency, il corrispettivo del ministero della salute dell’isola, ha emanato il provvedimento di quarantena anche per l’isola Kuredu il 6 marzo, dopo che il governo delle Maldive ha accertato il primo caso positivo di Covid-19.

Si tratta di un italiano che è risultato positivo al suo rientro dopo aver trascorso alcuni giorni nelle isole del paese. Ad oggi, stando alle informazioni del ministero della salute, sono due i casi confermati: due stranieri che lavorano alle Maldive e sono entrati in contatto diretto con un turista italiano, poi risultato positivo, che aveva alloggiato al Kuredu island resort.

“Venerdì – ha detto Rusconi che era partito per il suo viaggio di nozze – ci hanno convocato per una riunione con turisti e residenti. Ci hanno detto che i casi positivi che sono stati trovati non riguardano la nostra isola. Per precauzione il ministro della salute ha deciso di mettere in quarantena anche questa isola. Siamo qui in attesa di notizie, domani dovevamo partire ma sappiamo già che non potremo. Per adesso comunicano con noi lasciando lettere sotto la porta e ci assicurano che questa è soltanto una misura preventiva”.

E nell’isola c’è chi ha reagito in diversi modi alla quarantena: “La situazione è sotto controllo – continua Rusconi -, stanno già raccogliendo informazioni per le persone che hanno bisogno di medicinali così come sono diffusi in tutta l’isola i gel per lavarsi le mani. La vita sull’isola continua normalmente con qualche preoccupazione in più: sono state sospese le attività come i tornei dei vari sport e le uscite in barca, ma continuiamo ad andare nella spiaggia principale stando attenti, magari, a mantenere un paio di metri di distanza. Poi, c’è anche qualche turista che si è chiuso nel suo bungalow e non esce tutto il giorno”.

Resta da capire quanto durerà la quarantena e come sarà organizzato il rimpatrio. Se durerà 15 giorni ed è partita il 6 marzo è plausibile aspettarsi che prima del 21 marzo nessuno possa entrare o uscire dall’isola. Intanto, però, ogni giorno che passa ci sono sempre più persone che aspettano di partire: chi doveva partire ieri non l’ha potuto fare e nemmeno chi doveva farlo oggi. E così fino alla fine del periodo di quarantena. “Il mio cuore – conclude Rusconi – va a quelli che sono rimasti bloccati all’aeroporto, noi siamo stati fortunati nella sfortuna”.

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