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Un fiore alla porta, santa messa e l’inno a più voci: Santa Maria a Monte omaggia la beata Diana foto

Le note nel giorno in cui si sarebbe dovuta tenere la processione delle Paniere

“Ciascuno di voi che è a casa può portare alla beata Diana la propria paniera: il fiore è la vostra vita“. Lo ha detto il vescovo della diocesi di San Miniato Andrea Migliavacca che oggi 13 aprile è andato a Santa Maria a Monte per le celebrazioni della beata Diana Giuntini, patrona del paese.

Pasquetta 2020 a Santa Maria a Monte, celebrando la beata Diana Giuntini

La chiesa semivuota, in questo lunedì dell’angelo straordinario, non si è colorata di paniere ma all’omaggio alla patrona, i santamariamontesi non hanno saputo rinunciare del tutto. La celebrazione della santa messa ha allargato la chiesa alle persone che si sono sintonizzate per ascoltarla on line, con un fiore appeso fuori dalla porta di molte case.

La beata Diana Giuntini è stata celebrata dai sacerdoti e dal vescovo di San Miniato Andrea Migliavacca, durante la messa del lunedì dell’Angelo nella collegiata della Chiocciola, ma è mancata la processione. Quella processione che ogni anno parte da Ponticelli e rievoca il percorso della beata grazie alle dame e ai cavalieri accompagnati dalle note dell’Inno alla beata Diana. Quelle note non sono mancate. Da qualche terrazzo è risuonato l’Inno alla beata di cui l’associazione e scuola di canto I colori della musica ha dato una versione nuova e originale.

Un brano a più voci è stato pubblicato nel pomeriggio di oggi, lunedì 13 aprile, in modo tale da farlo ascoltare proprio nei momenti in cui, a condizioni normali, si sarebbe tenuta la processione. L’idea è nata da Marco Carli che poi ha passato la palla per la realizzazione a Eleonara Carli, titolare della scuola di canto e Federico Sferruzza. Alla canzone hanno collaborato le migliori voci di Santa Maria a Monte, oltre che un’introduzione teatrale di Franco di Corcia del Teatro di Bo’. Tra queste, oltre a quelle finora menzionate, quelle di Marco e Daria Panicucci, Mattia Pagni, Polo Carli. Al montaggio del video, invece, ci ha pensato Anthony Di Blasi.

“Questa idea – spiegano – è nata per condividere un periodo ‘maledetto’ che ci costringe a tante rinunce, ma che non può tenere prigionieri i nostri cuori e le nostre menti, così omaggiamo la nostra patrona Diana con il suo Inno cantato e registrato, dentro le nostre case, ma che riecheggia nei vicoli del borgo come se fossimo un’intera comunità. E non c’è virus che lo impedisca. Chi canta, prega due volte”.

“In questi periodi siamo più connessi – ha spiegato l’ideatore Marco Carli – e leggendo che non avremmo fatto la processione (qui), una mattina mi sono svegliato e ho sentito il bisogno di fare qualcosa. Ho preso la chitarra, avevo il testo della canzone e stavo per condividerla sul mio profilo. Poi mi sono fermato a pensare e ho capito che era una cosa più grossa di me. Quindi ho deciso di condividerla: ho chiamato Eleonora e Federico e abbiamo fatto le prove a distanza. Prima della canzone abbiamo inserito una poesia, il prologo di Franco per un intervento che sembra cucino appositamente per lui. Chiaramente le prove sono state fatte ognuno a casa propria con gli strumenti che aveva e con tempi molto ristretti. Siamo comunque tutti molto soddisfatti e speriamo di aver suscitato un’emozione a chi la ascolta”.

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