Taglio e messa in piega, ai tempi del coronavirus lo fanno gli abusivi a casa

Dopo la Cna di Pisa è una parrucchiera di Montopoli a protestare: "Vedo la gente con i capelli fatti, c'è chi esercità in casa anche se è vietato"

Messa in piega e unghie tinte per le donne, ma anche una scorciatina agli uomini. C’è chi non rinuncia, anche in tempi di Coronavirus, a una sistematina del look. Non si capisce bene il motivo, dato che da settimane ormai e ancora per un po’ saremo tutti costretti nelle nostre case: forse sarà per le dirette social.

È questa in sintesi e non senza un po’ di ironia, la denuncia che parte da M.A. una parrucchiera di una frazione nel comune di Montopoli in Valdarno che esprime, a ragione, risentimento nei confronti degli ‘esercenti della bellezza’ abusivi che approfittano della situazione per guadagnare qualcosa, in barba a tutte le misure di sicurezza pubblica adottate dai vari livelli di governo per contrastare la diffusione del Covid-19.

E non è la sola rappresentate di parrucchieri ed estetisti che alza la voce: questo appello fa eco a quello dei vertici pisani del settore Benessere della Confederazione nazionale dell’artigianato, Carlo Musto e Antonella Orsini, che soltanto due settimane fa criticavano i “professionisti della truffa e del lavoro nero”, anche a domicilio.

“In zona, ma non escludo anche altrove, c’è gente che lavora a nero – dice M.A. che è un’autonoma -. Io sono chiusa dall’11 marzo e vedo miei clienti, anche del vicinato, con i capelli fatti, anche uomini con i capelli tagliati.  Io che ho un negozio non posso fare niente, chi invece lavora a casa può fare tutto. Quando dovrò aprire dovrò adempiere a tutte le misure di sicurezza che comporteranno le relative spese. Dovrò comprare asciugamani monouso, i disinfettanti, ci dovremo dividere in turni, uno per volta”.

Poi l’esortazione a non recarsi da queste persone: “Quante persone che mi chiamano e vogliono che gli faccia i capelli, ma dico di no. Si corre un rischio per cosa? Noi siamo autonomi e per fortuna con gli aiuti dal comune di Montopoli e dello Stato abbiamo cosa mangiare, ma queste persone mettono a rischio tutti non rispettando le regole”. E poi ci sarebbe da aggiungere anche il potenziale danno economico che si va a crea ad un settore che prima o poi tornerà a lavorare.

D’altra parte, il fenomeno dell’abusivismo a domicilio è molto difficile da scovare. I controlli, intensificati in questi giorni di restrizioni, ci sono. Il personale della polizia municipale è costantemente impegnato sul territorio, ma non è facile cogliere sul fatto chi usa un angolo della propria abitazione per esercitare a nero.

Le segnalazioni ci sono arrivate – ha detto l’assessore alla polizia municipale della giunta Capecchi, Roberta Salvadori – sono state prese in carico dagli agenti e si stanno conducendo le indagini. Per adesso, però, non abbiamo riscontro diretto dai controlli che sono stati fatti”.

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