“Per la fase due bisogna ripensare tutto: dalle scuole alle aziende”. Toti e le sfide della ripartenza nell’era Covid 19

Il sistema degli enti locali sarà fondamentale, Trassinelli dell'M5S: "Bisogna superare le divisioni della politica locale"

Aprire, non aprireigienizzare. Lavorare e farlo in sicurezza. E poi? Ripensare. Ripensare tutto. E’ questa la sfida maggiore, non solo per l’economia e le fabbriche, ma anche per quell’insostituibile trama di infrastrutture che, spesso date per scontate, sono in realtà filigrana al quotidiano e anche alla stessa economia. Si chiamano servizi, spesso e volentieri appannaggio prima di tutto degli enti locali.

E’ questa, fra le altre, la grande sfida che ci attende per la fase due dell’era Covid 19 secondo Gabriele Toti, primo cittadino di Castelfranco di Sotto. “Dopo una doverosa riverenza verso quella politica che, tanti anni fa, ci ha consegnato il Sistema Sanitario Nazionale, serve innanzitutto sicurezza per chi lavora in azienda. Si dovranno mettere in condizioni le aziende di riaprire nelle migliori condizioni” dice, evitando però di ridurre tutto al problema delle aperture. Un grande punto interrogativo, per lo Stato ma anche per gli enti locali, è infatti rappresentato dall’istruzione.

“Ormai le scuole le riapriremo a settembre, ma come?” si chiede. “Se davvero dovremo rivedere tutto alla luce del distanziamento sociale, ciò significa che dovremo anche pensare in modo differenze i nostri asili, le nostre scuole dell’infanzia, il trasporto pubblico locale e quello scolastico.

E ciò necessiterà di un protagonismo della politica con la P maiuscola, esattamente come quella che ci dette la sanità negli anni ’70 come la conosciamo, voluta da Tina Anselmi ed altri, che se in moltissimi casi è riuscita a dare risposte a questa emergenza lo ha fatto grazie alla rete ineguagliabile dei medici di famiglia. Serviranno inoltre risposte per un settore che sta dando ai comuni con grande valore, come il terzo settore e le associazioni, molto legato a tutti quegli eventi estivi che quest’anno probabilmente non avranno luogo. E dovremo rilanciare con forza quelle infrastrutture e connessioni che si sono rese vitali: internet in primo luogo, la banda larga. Tutto ciò dovrà essere completamente rivisto e servirà lo sforzo di tutti”.

E ‘più politica’, in questo momento, chiede anche il Movimento 5 Stelle, con il consigliere comunale Luca Trassinelli. “La paura più grande, – dice Trassinelli – quella che mi viene parlando con molti imprenditori della zona, è che la fase 2 sia peggio, dal punto di vista economico, ma anche della tenuta sociale” dice.
“Servirà una vera rivoluzione, che purtroppo ci vede arrivare all’appuntamento con la Storia con una politica divisa, specchio anche un paese diviso – continua. – Penso, ad esempio, alla data del 23 aprile, quando il nostro paese si presenterà in Europa senza una linea comune, il che avrebbe aiutato in una battaglia che ci vede impegnati per trovare soldi. Europa che si sta rivelando qualcosa di molto diverso da ciò che avremmo voluto vedere”.
Dal continente al paese, c’è poi il nodo degli enti locali. “Viviamo in una zona, il Cuoio, che da sempre guarda per le consegne ed il lavoro delle concerie a paesi che oggi sono fermi” dice Trassinelli.

“Alcuni sono messi persino peggio di noi – sottolinea in consigliere comunale dell’M5s – sul fronte dell’emergenza, come gli Stati Uniti. Aprire le fabbriche ha un senso nel momento in cui i consumi ripartono, ma come? In tutto questo i comuni e gli enti locali saranno sicuramente fondamentali, ma si deve ammettere che stanno affrontando una situazione che nessuno di noi ha mai lontanamente immaginato. Ecco perché le divisioni sterili dovranno cedere il passo verso una maggiore maturità delle forze politiche, a livello nazionale e locale. Il Movimento in questo non fa che fare la sua parte, in ogni contesto”.

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