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Il nostro 25 aprile, “Il virus sta portando via i nostri nonni, proprio quelli della Resistenza” fotogallery

Mascherine e Tricolore per l'omaggio ai caduti, in una celebrazione senza precedenti

Mascherine in faccia e Tricolore ovunque, oggi 25 aprile l’Italia ha celebrato il 75esimo anniversario della Liberazione. Lo ha fatto anche il comprensorio del Cuoio, con formule più standard che in passato e ancora più voglia di libertà, in un periodo che fa paura quanto la guerra a chi non c’era nel ’45 e che più di allora forse, limita la volontà e la capacità di muoversi e interagire. Poche persone alle manifestazioni in capoluoghi e frazioni, di più quelle a casa, a guardarle su pc, tablet e telefoni.

25 aprile 2020 celebrazioni liberazione a San Miniato e frazioni

“È una grande festa – ha detto il governatore della Toscana Enrico Rossi -, perché è l’inizio di una fase nuova nel nostro Paese. La fase delle libertà, delle conquiste sociali, di tanti problemi e conflitti, ma anche una fase di avanzamento e di allargamento della democrazia che ci ha portato fino ad oggi”.

“Molti – aggiunge – hanno usato in questo periodo la metafora bellica: ‘E’ come essere in guerra’. Non è stata la stessa cosa. Io penso che la guerra sia stata un fatto enormemente più spaventoso, più distruttivo: l’uno contro l’altro armato. Gli stessi italiani, armati gli uni contro gli altri. Adesso abbiamo un solo nemico: il virus. È vero che si riproducono anche all’interno di questa tragedia tante disuguaglianze. Il virus, abbiamo detto, colpisce tutti allo stesso modo, ma in particolare colpisce la parte più debole della popolazione. Può preparare anche un futuro di ulteriori disuguaglianze nel nostro Paese. E allora rifarci al 25 aprile e poi alla Costituzione, che dalla lotta e dalla Resistenza è sgorgata, è stata originata, nell’intesa di tanti orientamenti politici, ideali, anche fra loro diversi, è un modo per ritrovare la strada giusta, per affrontare le sfide che abbiamo davanti a noi. Alle mie spalle il cavallo alato, che rappresenta la Resistenza toscana. È un simbolo di forza e di energia, di un qualcosa che si libera e va in alto, si sgrava dalla pesantezza, forse dalla pesantezza degli egoismi.

Ha una capacità di visione. Ecco, questa energia, con lo spirito della Resistenza e dell’antifascismo, noi dobbiamo essere capaci di mettere in campo. Ritrovare quella forza che ebbero i nostri genitori di guardare al futuro, di sacrificarsi anche, per costruire a noi un futuro migliore. Un discorso analogo oggi può essere fatto e sono certo che passa nella testa di tanti cittadini della Toscana. Dalla Festa di Liberazione possiamo trarre quindi lo stimolo, le idee, i valori con i quali guardare al futuro, sicuri che ce la faremo”.

A Santa Maria a Monte, sono state le parole di Alessia Giorgetti, sindaco del Consiglio dei ragazzi, a dare l’impronta a una festa che con i più giovani ha in comune un punto cardine: la voglia di futuro, di costruirsi la vita e il destino. Davanti al monumento ai caduti c’erano anche i “grandi” del consiglio comunale, di maggioranza e opposizione.

“Quest’anno – ha detto – la festa della liberazione ha più significati ed è un momento di riflessione doppio, ci ricorda fatti storici importanti che non dobbiamo assolutamente dimenticare, come la conquista della libertà che i nostri nonni hanno ottenuto per noi. I nostri nonni, proprio quelli che questo maledetto virus ci sta portando via.
Per questo è importante seguire le istruzioni che ci vengono dallo Stato: dobbiamo evitare che aumentino queste perdite… dobbiamo aiutarci tutti per combatter questo nemico.
La liberazione adesso è da conquistare non più contro un nemico visibile ma invisibile e la nostra responsabilità sarà sicuramente l’arma vincente”.

A Santa Croce sull’Arno, insieme al sindaco Giulia Deidda e a rappresentanti di maggioranza e opposizione, c’era anche il presidente Anpi Osvaldo Ciaponi.

A Fucecchio il sindaco Alessio Spinelli ha deposto una corona in piazza XX settembre, davanti al monumento ai caduti e ha poi visitato tutti i luoghi della memoria del territorio. Insieme a lui c’erano il presidente dell’Anpi di Fucecchio Giovanni Cartolano e l’arciprete della collegiata di San Giovanni Battista don Andrea Pio Cristiani.

“Quest’anno è un 25 aprile diverso dagli altri – ha detto Spinelli – perché non possiamo festeggiarlo insieme ma carico degli stessi valori che ci sono stati tramandati dalla Resistenza e dalla Costituzione Italiana: quelli della libertà, del rispetto dei diritti umani, della pace. Fucecchio sa quali atrocità portarono la dittatura fascista, l’occupazione nazista e la guerra. Il nostro territorio è disseminato di cippi, lapidi, croci che ricordano i nostri Martiri. Per questo motivo la Festa della Liberazione è la più importante: ci ricorda la nostra rinascita, il ritorno alla libertà, ai diritti, all’uguaglianza tra tutti i cittadini. In questo 25 aprile difficile, nel quale ognuno di noi ha perso una piccola parte della propria libertà per combattere una pandemia che ci sta mettendo a dura prova, ci rendiamo conto ancor di più di quanto sia importante la Liberazione. E quindi rendiamo omaggio ai valori della Resistenza che i nostri partigiani e i Comitati di Liberazione Nazionale ci hanno lasciato in dono e continuiamo a tramandarli ai nostri ragazzi. Mi ritrovo qui con don Andrea e con Giovanni Cartolano, apparentemente soli ma idealmente insieme a tutta la Comunità che in questo giorno festeggia insieme a noi”.

“Eccoci in condizioni da reclusi per la nostra e altrui salute a celebrare il 75esimo anniversario della Liberazione dall’orrore nazifascista – ha aggiunto don Andrea Cristiani -. Una festa anomala per lo più vissuta attraverso i social ma ricca di novità e di speranza. Il desiderio della prossima libertà dalle restrizioni, a cui siamo stati costretti dal governo, ci fa capire che cosa non fosse questo giorno per i nostri padri nelle case colpite dai lutti come oggi, molto più di oggi. La storia ha i suoi faticosi e lenti processi evolutivi, con dolore talvolta ma necessari per purificare la memoria. Oggi l’Italia democratica è unita nei valori universali dalla pace, della libertà della tolleranza sanciti dalla nostra Costituzione. Rende omaggio a coloro che hanno dato la vita per costruire una civiltà libera e accogliente. Celebriamo questa festa come requiem per le ideologie del passato delle quali mai la storia conoscerà l’oceano di sofferenze e il numero delle vittime. Cancelliamo dalle menti rancori, risentimenti e deliranti nostalgie. Mi pongo a fianco del nostro sindaco Alessio in nome di tutti coloro che credono in un Dio di Amore che ci vuole tutti fratelli”.

“Questo è un giorno particolare – ha aggiunto Giovanni Cartolano – perché 75 anni fa un popolo di cittadini, di operai, di contadini, per la maggior parte analfabeti, liberarono l’Italia. Questo 25 aprile ricorre in un periodo molto difficile per l’Italia e per il mondo intero. Fino a qualche giorno fa non sapevamo neppure se avremmo potuto festeggiare degnamente questo anniversario e in quel momento il mio pensiero è andato a tutte quelle partigiane e quei partigiani che ho conosciuto: temevo di non potergli rendere omaggio come meritano, svolgendo il mio ruolo di presidente dell’Anpi di Fucecchio. Sono felice di essere qui oggi per ringraziarli ancora una volta per il loro sacrificio e per il dono che ci hanno lasciato: la Costituzione della Repubblica Italiana, la cosa più bella di questo Paese”.

Città metropolitana di Firenze

“Oggi più che mai – per Paolo Gandola, consigliere metropolitano Forza Italia Centrodestra per il cambiamento – il 75esimo anniversario della liberazione d’Italia della essere la festa di tutti in questo tempo di pandemia. L’auspicio è che tutti i Comuni della città metropolitana si stringano intorno ai loro eroi, uomini comuni, nostri connazionali, che hanno permesso di scrivere un’altra storia. Una storia di liberazione dai soprusi e dal dominio delle dittature, incisa sulla nostra terra dalla forza di coloro che persero la vita per onorare il sogno di un Paese libero.

È doveroso, tuttavia, ricordare anche i soldati delle forze alleate, rivolgendo a tutti, nessuno escluso, una corale preghiera davanti ai luoghi simbolo dei nostri eroi. Solo così la festa della Liberazione sarà davvero la festa della concordia, la festa di tutti, senza differenza di sorta, essendo ognuno di noi intimamente ed orgogliosamente italiano e riconoscente verso tutti coloro resistettero e vinsero in nome della libertà. Oggi più di sempre forza Italia”.

 

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