Assalti per 250mila euro ai bancomat, anche a San Miniato: banda dell’acetilene in manette foto

Il gruppo di giostrai si muoveva su auto rubate e con targhe clonate, con la complicità di prestanome

L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa in relazione a tre assalti bancomat avvenuti alle prime ore del 29 febbraio scorso a Empoli, San Miniato (qui) e Ameglia, inoltre il gruppo è indagato in stato di libertà per ulteriori tre assalti avvenuti il 22 febbraio scorso in Fosdinovo, Montignoso e Pontasserchio ma c’è il sospetto che possa trattarsi degli autori di alcuni recenti raid messi a segno nello stesso periodo e con le stesse modalità anche a Lucca e nella Piana.

La banda dell’acetilene è così finita in manette: 5 le ordinanze di custodia cautelare in carcere eseguite, 14 le perquisizioni nei confronti di 9 persone per furto aggravato continuato, detenzione e porto abusivo di armi, esplosivo, riciclaggio e favoreggiamento personale.

E’ questo l’esito di un’indagine coordinata dal sostituto procuratore della Procura della Repubblica presso il tribunale di Padova Benedetto Roberti e avviata nel febbraio scorso dal nucleo investigativo del comando provinciale carabinieri di Treviso, assieme ai comandi provinciali di Lucca, Pistoia, Prato, Grosseto, Massa Carrara, Brescia e La Spezia.

Nel corso dell’operazione è stata arrestata anche la compagna di uno degli indagati, tutti toscani e veneti, che dovrà scontare anni 6 mesi 4 e giorni 10 di reclusione per numerosi furti aggravati in abitazione ai danni di anziani commessi da gennaio 2014 ad agosto 2017 nelle province di Padova e Udine.

Le indagini sono partite da una attività investigativa volta a identificare i componenti di una banda ritenuta responsabile di furti pluriaggravati, consumati e tentati, attraverso l’utilizzo di congegni esplosivi ai danni di sportelli bancomat di istituti bancari e postali della provincia di Lucca, Firenze, Pisa, La spezia e Massa Carrara che ha fruttato un bottino di circa 250mila euro in contanti. I nuclei investigativi dei comandi provinciali di Treviso e Lucca, proseguito con il contributo di altri reparti della Toscana, hanno usato intercettazioni, pedinamenti e altri strumenti tecnici per identificare i giostrai componenti di una banda criminale specializzata in bancomat, che hanno fruttato un bottino di 250mila euro in contanti.

La banda si muoveva tra il Veneto, la Toscana e la Liguria con auto di grossa cilindrata risultate rubate e con targhe clonate che venivano poi nascoste in garage e immobili presi in affitto a nome di terzi oppure messi a disposizione da persone compiacenti. Gli arrestati avevano la disponibilità di una pistola semiautomatica, ordigni esplosivi che venivano utilizzati per far saltare gli sportelli Atm, di strumenti di effrazione e scanner per intercettare le comunicazioni delle forze dell’ordine. Le basi del gruppo erano in provincia di Treviso e di Pistoia, garage e alloggi dove si rifugiavano dopo i colpi.

Nel corso dell’operazione sono stati rinvenuti scanner, numeri e lettere per la falsificazione delle targhe delle auto, denaro contante per diverse migliaia di euro. Le persone arrestate hanno tra 25 e 48 anni quasi tutti a Treviso. Tra loro però ci sono anche un 48enne di Altopascio e un 25enne di Viareggio.
Inoltre, è stata anche rintracciata e arrestata poiché destinataria di un ordine di carcerazione una latitante, moglie di uno dei componenti della banda, che deve scontare una precedente condanna a 5 anni e 10 mesi di reclusione.

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