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Prefettura: “Il pericolo di infiltrazioni è grave ed attuale”, Cgil: “L’economia buona non sia scacciata dalla cattiva”

"La cultura della legalità sia la prima preoccupazione", un protocollo d’intesa regionale per seguire e sostenere l’accesso al credito

“La priorità, proprio nel momento più acuto della crisi, è che l’economia buona non sia scacciata dall’economia cattiva. Che il lavoro buono non sia soppiantato dal lavoro irregolare, sfruttato, in precarie condizioni di sicurezza”. Per questo la Cgil Firenze lancia “un appello a tutte le istituzioni, alle associazioni, ai cittadini perché la cultura della legalità sia la prima preoccupazione quando parliamo di appalti e delle condizioni di lavoro in essi applicate. Un appello alla vigilanza partecipata nel nostro territorio come miglior antidoto alla subdola malattia dell’infiltrazione mafiosa”.

Così la Cgil Firenze lancia l’allarme illegalità e chiede una “vigilanza partecipata” del territorio dopo le recenti indagini sul territorio toscano e fiorentino. “Come denunciamo da tempo – spiega il sindacato -, il nostro territorio e la nostra economia non sono immuni alle infiltrazioni mafiose e a questo processo va posto un argine immediato. Quando parliamo di appalti, la priorità deve essere la garanzia della legalità. Se velocizzare le procedure per gli appalti è certamente un obiettivo, questo non può autorizzare nessuno ad invocare una deregolamentazione che faciliti l’ingresso di sistemi economici opachi. Vanno anzi rafforzati e messi in essere tutti quegli strumenti che garantiscano la regolarità delle aziende e del lavoro che svolgono”.

Perché l’economia non sana è “Una malattia mortale per l’economia sana e per l’intero tessuto civile delle nostre comunità. L’altro messaggio, però, che vogliamo lanciare è che bisogna tutelare i lavoratori che rischiano di pagare il conto di queste incresciose situazioni. Questa riscossa di legalità deve portare a esaltare il valore sociale della legalità. Deve sostenere il lavoro, non farlo perdere. Deve qualificarlo attraverso l’applicazione corretta delle regole senza lasciarlo alla logica sciacalla del massimo ribasso che caratterizza chi delle regole e della legalità se ne infischia. Legalità come presupposto dello sviluppo della sua qualità”.

Aggiunge, sulla questione del settore edile Giulia Bartoli (segretaria generale Fillea Cgil Toscana): “E’ decisamente allarmante il susseguirsi di notizie di episodi di illegalità, di possibili infiltrazioni criminali e mafiose in imprese, nel settore dell’edilizia e non solo, nella nostra Regione. Prima gli arresti per caporalato nei cantieri edili che hanno coinvolto le provincie di Prato, Pistoia e Firenze, ora l’amministrazione giudiziaria e le indagini della Dda di Reggio Calabria su un’azienda, l’Avr, che opera a lavora in Toscana da anni negli appalti pubblici nelle manutenzioni stradali.

Più volte abbiamo denunciato come la Toscana non è immune dalla presenza di fenomeni criminali e malavitosi che inquinano l’economia legale a scapito delle imprese oneste e dei diritti dei lavoratori. Per questo riteniamo indispensabile, oltre al necessario lavoro della magistratura e dei tribunali, irrobustire gli anticorpi necessari nella società, nelle istituzioni e nel mondo del lavoro per prevenire e contrastare ogni forma di illegalità e sfruttamento illecito del lavoro. Sosteniamo e ribadiamo che non possiamo sventolare la bandierina delle semplificazioni negli appalti senza sapere che il rischio è quello di aprire ulteriormente le maglie e favorire così corruzione e illegalità aumentando la concorrenza sleale a scapito di imprese oneste e regolari.

Le istituzioni e le parti sociali si devono far carico di questa situazione e porvi un argine, avviamo i tavoli di legalità in ogni Prefettura e mettiamo in campo tutti gli strumenti necessari che non devono essere considerati un aggravio burocratico semmai una tutela per il lavoro buono, la buona impresa, a partire dal Durc per Congruità, la verifica delle presenza in cantiere e delle ore effettivamente lavorate e dall’Applicazione del Codice Appalti rifiutando modelli non replicabili come l’utilizzo dei Commissari (modello ponte Morandi), la necessaria qualificazione e semplificazione delle stazioni appaltanti. Noi saremo al fianco dei lavoratori che sono coloro che rischiano di più, faremo come sempre la nostra parte ma ognuno è chiamato a dare il proprio contributo e noi siamo a disposizione auspicando un confronto con le istituzioni e le rappresentanze del Governo sul territorio”.

Intanto il prefetto di Firenze Laura Lega ha adottato la quinta interdittiva antimafia, una “comunicazione interdittiva antimafia” emanata nei confronti di una cooperativa multiservizi con sede a Firenze, per la quale sono emerse le “circostanze ostative” (previste dall’articolo 67 del Codice Antimafia, decreto legislativo 159/2011) che impongono al prefetto l’assunzione di questo intervento.

Il pericolo di infiltrazioni è grave ed attuale – precisa la prefettura -. La crisi in atto, generata dall’emergenza covid 19 con il blocco delle attività, sta mettendo ad alto rischio di infiltrazioni il tessuto produttivo. L’azione di contrasto messa in campo dalla Prefettura di Firenze si muove su due direzioni: da un lato con l’intensificazione delle provvedimenti interdittivi e dall’altro con un pacchetto di iniziative di promozione di misure di sostegno.

Sul primo fronte è stata firmata ieri la quinta interdittiva, con riguardo ad un’azienda fiorentina. Si tratta di un provvedimento che ha l’obiettivo di tutelare l’economia legale ed aggredire quella illegale, espungendola dal sistema economico per preservarlo dalla metastatizzazione del territorio.

Sul secondo versante, è stato varato un protocollo d’intesa regionale per seguire e sostenere l’accesso al credito, in particolare da parte di medie e piccole imprese e delle famiglie, il cui Osservatorio si è riunito il 10 giugno per fare il punto sulla situazione.

Utile anche il confronto per monitorare l’andamento del finanziamento delle domande di cassa integrazione, operato nella riunione, tenutasi in videoconferenza ieri, con la direttrice dell’Inps provinciale, le associazioni di categoria e i presidenti dell’Ordine dei commercialisti e dell’Ordine dei consulenti del lavoro”.

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