Tombe devastate e croci spezzate: raid nel cimitero di San Donato foto

Gli atti vandalici potrebbero essere stati commessi di notte

“Una profanazione”. Questa la prima parola che don Simone Meini, parroco di San Donato di Santa Maria a Monte, proferisce sconsolato commentando l’ultimo raid ai danni del piccolo cimitero della frazione.

Se sia un tentativo di furto o una bravata non è ancora chiaro. Sta di fatto che ciò che ha colpito alcune notti fa il campo santo non è, ormai, un caso isolato. L’ultimo episodio è avvenuto nella notte fra martedì e mercoledì scorso, quando quattro tombe a terra sono state divelte. Una croce di pietra spezzata, lastre di marmo divelte e spostate, quasi a voler staccare le parti più grandi, pietrisco scavato e tanti vasi spostati. I vandali, almeno all’apparenza, sono entrati col favore del buio senza fare altri danni, approfittando del luogo isolato e del muro basso che circoscrive il piccolo cimitero. Una situazione che è stata subito notata la mattina da uno degli anziani frequentatori del campo santo.

Adesso le tombe sono state isolate con un nastro in attesa che i familiari e chi di dovere ripristino il tutto. In paese e nelle case vicine, quella notte, qualcuno avrebbe sentito schiamazzi e rumori nelle ore piccole, tanto da lanciare un grido dalla finestra, dopo il quale i malintenzionati se la sono data a gambe. Probabile che, più che ladri a caccia di marmo o manufatti, si tratti di ragazzi giovani, autori di una bravata che certo non sminuisce nella gravità il gesto. Danneggiamenti che arrivano peraltro dopo alcune avvisaglie. Non è infatti la prima volta che si verificano problemi come questo al cimitero, che negli ultimi anni è stato oggetto anche di un’opera di recupero e restauro. Un gesto completamente insensato, in pratica, che fa male alla comunità e ai familiari dei defunti.

Alla condanna dei fatti si unisce anche don Simone, prete di San Donato che si dice “amareggiato” per l’accaduto. “Nel cimitero c’è un ordine – ha detto – che va mantenuto. Nessuno ha il potere o il compito di portare disordine in un luogo che ha il suo ordine. Poi c’è un’umanità: quale persona così insensibile compie un gesto del genere?”. Le tombe sono state danneggiate senza una logica apparente, non ci sarebbe una pista particolare da seguire per ricostruire i fatti. Piuttosto, sembrerebbe essersi trattato di vandalismo puro e semplice, scagliatosi contro i defunti e la loro memoria. “Per me è profanazione – ha detto don Simone -. Per me quelle persone hanno una storia, hanno un vissuto, un legame affettivo che va rispettato”.

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