Coronavirus, in quarantena chi arriva in volo da paesi extra Schengen

Ordinanza del governatore Rossi che ha incontrato i governatori di Albania, Perù e Bangladesh

Da sabato (18 luglio) le aziende sanitarie territorialmente competenti dovranno allestire agli aeroporti di Pisa e di Firenze, stazioni di accoglienza per cittadini provenienti con voli da aree extra Schengen. Lo stabilisce l’ordinanza che ha firmato oggi il presidente Enrico Rossi e che resterà valida fino alla fine dello stato di emergenza sanitaria.

Nelle stazioni di accoglienza saranno registrati tutti coloro che entrano in Italia dalle aree extra Schengen che dovranno effettuare il periodo di 14 giorni di isolamento fiduciario con sorveglianza attiva in base al decreto dell’11 giugno, articolo 4 comma 3 prorogato dal decreto del 14 luglio.

Nei punti di accoglienza sarà offerta anche la possibilità di fare i test sierologici e i test molecolari.

Sarà anche garantita la possibilità di isolamento in alberghi sanitari per chi risulti positivo nonché per chi ha eventuali contatti stretti con i positivi.

Rossi incontra i consoli di tre paesi

Al momento la maggioranza dei focolai pandemici toscani ha origine straniera e in particolare molte delle persone positive provengono dall’Albania, dal Bangladesh e dal Perù. Per questo motivo il presidente Enrico Rossi ha incontrato oggi (16 luglio) i consoli dei tre paesi chiedendo loro, e alle relative comunità, la massima consapevolezza e vigilanza sui potenziali rischi sanitari. In particolare è stata attivata una collaborazione al fine di informare con precisione e pertinenza sulle misure a contrasto della pandemia per chi arriva in Italia da paesi al di fuori dell’Unione Europea. I punti imprescindibili di questa informazione, che derivano dai decreti del governo e dalle ordinanze della Regione Toscana, stabiliscono l’obbligo della quarantena di 14 giorni e della comunicazione del domicilio, oltre che la comunicazione puntuale dell’andamento delle condizioni di salute nel corso della quarantena. Solo attraverso l’adempimento di questi obblighi sarà possibile per il Sistema sanitario regionale garantire una sorveglianza attiva in grado di monitorare e tracciare correttamente la diffusione del virus. È prevista la segnalazione all’autorità giudiziaria per chi non rispetta queste semplici norme di comportamento.

Tra i fattori che concorrono alla diffusione del contagio è stato inoltre rilevato quello del sovraffollamento abitativo. In casi di contagio, il sovraffollamento costituisce un rischio concreto per la propria famiglia e per la propria comunità. Per questo motivo, d’intesa con i sindaci, la Regione ha stabilito che le aziende sanitarie provvedano a trasferire i soggetti positivi al Covid-19 che abitano in condizioni di sovraffollamento in alberghi sanitari e che, qualora questo non avvenisse, saranno disposte multe e sanzioni pecuniarie.

Il presidente della Toscana ha ricordato come la Toscana sia una terra accogliente e sicura, ma anche come per il pieno godimento dei diritti e dei doveri di cittadinanza vi sia la responsabilità della propria e altrui salute, consapevolezza imprescindibile nell’emergenza sanitaria che stiamo attraversando.

L’incontro odierno con i consoli di questi tre paesi, che il presidente Rossi ha ringraziato per la disponibilità, è il preludio ad una dichiarazione d’intenti che sarà sottoscritta domani al fine di impegnare le strutture diplomatiche, e le loro comunità di riferimento, alla massima informazione e diffusione di queste disposizioni anti-Covid. La Regione e il Sistema sanitario offriranno tutti gli strumenti, le notizie e i chiarimenti necessari affinché la prevenzione primaria diventi l’arma principale per contrastare la diffusione del virus.

Il tavolo di consultazione con le rappresentanze diplomatiche attivato dalla Regione potrà essere allargato ad altre rappresentanze dei paesi extra-Ue sulla base dell’andamento epidemico.

 

 

 

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