I vigili del fuoco vanno per spegnere un incendio e scoprono una discarica abusiva di pellami

In via di Melone è stato poi trovato un laboratorio artigianale condotto da cinesi e la discarica attigua. Scatta l'ordinanza del Comune

Quando i vigili del fuoco sono arrivati in via Melone a Santa Maria a Monte nelle pertinenze di un’abitazione, erano stati chiamati per un principio di incendio di vegetazione, si sono resi conto che erano davanti ad una discarica abusiva composta da rifiuti di varia natura, per lo più materiale di scarto della lavorazione di pelli e tessuti. Insomma una piccola ‘bomba ecologica’ con varie situazioni di potenzile pericolo per la salute. Una parte dei rifiuti come poi verrà accertato era andata a fuoco nell’incendio.

Per i pompieri c’è stato poco da fare una volta fermato il rogo, oltre che chiamare i carabinieri non è rimasto che inviare nei giorni successivi una segnalazione della situazione al Comune di Santa Maria a Monte e agli altri organi competenti tra cui la prefettura di Pisa, Arpat, la Asl, perché venisse santa quella situazione.

La polizia municipale di Santa Maria a Monte e gli uffici comunali competenti in materiadi ambiente, però ha voluto vederci più chiaro e così ha avviato una serie di indagini e accertamenti.

Pochi giorni dopo infatti gli agenti hanno avviato i sopralluoghi e in un primo momento hanno scoperto che la discarica si estendeva molto di più di quanto a prima vista apparisse, che in parte era stata completamente coperta dalla vegetazione e che i rifiuti presumibilmente provenivano dal laboratorio che era stato realizzato nell’immobile vicino.

Infatti l’immobile che in un primo momento risultava di proprietà di un cittadino italiano di Santa Maria a Monte era abitato da cittadini di origine cinesi al momento dell’incendio e dei sopralluoghi della municipale, che risiedono in una parte dell’edifico e in un altra hanno realizzato circa 130 metri quadrati di laborario per lavorazioni artigianali di pellami e forse per il settore calzaturiero.

Nella discarica che addirittura aveva chiuso parzialmente una passo attiguo all’edificio, poi vi erano si moltissimi sacchi neri contenti scarti di lavorazione di pelli e tessuti, ma anche altri materiali tra cui tubi in pvc, polistirolo in via di sfaldamento. Una situazione che agli occhi dei vigili è risultata un pontenziale pericolo per la salute e per l’ambiente, oltre che un problema di natura igienico sanitaria.

La polizia municipale ha informato nuovamente le autorità competenti e attraverso un’ordinaza comunale ha intimato la rimozione della discarica.
L’attività di indagine però non si è fermata e così da vari accertamenti e sopratutto dalla presentazione di una memoria difensiva del cittadino italiano che in un primo momento era risultato il proprietario dell’immobile e per tanto destinatario dei provvedimenti comunali è emerso che il caseggiato era stato venduto a cittadini di origine cinese, o quanto meno era stato stipulato mesi prima un compromesso di vendita e che quindi il proprietario non poteva essere ritenuto responsabile della discarica, per quanto i rifiuti si fossero accumulati nel corso di mesi.

Così adesso i reali conduttori dell’immobile e presumibilmente anche gli autori della discarica abusiva, al netto di ulteriori memorie difensive, risultano essere i cittadini di origine cinese, che dovranno bonificare la discarica se non vogliono incorrere in guai più seri, tra cui non è da escludere la denunci alla procura della repubblica per reati ambientali.

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