Lambertucci dopo la rissa in viale Di Vittorio: “Anni di segnalazioni su quel condominio e nulla è cambiato”

Il consigliere di minoranza aveva presentato un'interpellanza sulla questione a giugno scorso

“Anni di segnalazioni al comune da parte dei residenti, ormai sull’orlo di una crisi di nervi, e una mia interpellanza all’ultimo consiglio comunale sulla situazione ormai divenuta insostenibile in quel condominio, la cui discussione era stata resa secretata dal sindaco per proteggere la privacy degli interessati, non sono bastati ad evitare quanto accaduto e meno male che non c’è scappato il morto”. Sono le parole del consigliere comunale di Santa Croce sull’Arno Alessandro Lambertucci a poche ore dai fatti di viale Di Vittorio, luogo protagonista di una rissa con colpi di arma da fuoco.

“Ancora una volta – ha continuato Lambertucci – siamo costretti a dire ‘Vi avevamo avvertiti’, ma questo non ci consola e serve a ben poco quando poi, purtroppo, quanto temuto, si verifica puntualmente. Quando si parla di sicurezza in questo paese e lo si fa dai banchi dell’opposizione ci viene sempre opposta dalla maggioranza una cortina di fumo di supponenza e diffidenza salvo poi rabberciare, in quattro e quattrotto, qualche interventuccio non esaustivo per ingraziarsi l’opinione pubblica. Anche questa volta, purtroppo, il comune è arrivato tardi visto che le azioni che sostiene di aver messo in campo non sono riuscite ad evitare gli eventi”.

Sulla dinamica dell’evento stanno ancora lavorando le forze dell’ordine, ma il condominio in cui sarebbe scoppiata la lite in un primo momento sarebbe già noto alle cronache ed era stato oggetto di un’interpellanza del gruppo Per un’altra Santa Croce. “Ma vi sembra mai possibile che questo comune per intervenire e fare qualcosa debba essere sempre costretto e incalzato dalla drammaticità della situazione? Si torni invece a mostrare un po’ più di umiltà e si metta mano a risolvere anche le criticità del centro storico, che da sempre andiamo segnalando, se si vuole che la politica recuperi una certa qualche credibilità agli occhi dei cittadini di questo paese”.

È una situazione di disagio e di convivenza difficile quella descritta dall’interpellanza di fine giugno che chiede provvedimenti per le problematiche del condominio di proprietà dell’azienda pisana edilizia sociale (Apes). “Lì ci abitano soggetti che hanno problemi con la giustizia – ha detto Lambertucci, firmatario dell’interpellanza – e persone con disagi sociali che li portano ad essere violenti in famiglia e con gli altri condomini. Alcuni di questi spesso danneggiano gli alloggi, gli arredi, disturbano la pacifica convivenza con gli altri coinquilini con la conseguenza che sempre più spesso devono intervenire le forze dell’ordine”.

Non solo schiamazzi notturni e liti sarebbero al centro delle segnalazioni degli abitanti: “In alcuni locali adibiti a cantinetta – scriveva Lambertucci a giugno – sono stati ammassati beni di varia natura: biciclette, materassi e altro ancora la cui provenienza è del tutto dubbia. Nello stabile, insomma, ci sono alcune famiglie composte da italiani e da stranieri che si comportano rispettosamente, pagano gli affitti e vivono pacifici ma sono costretti a sopportare comportamenti poco ortodossi di altri condomini che invece non pagano le rette, non pagano la pulizia, e per di più creano danni all’immobile e usano spesso intimorire agli altri abitanti”.

Un clima in cui per evitare escalation che rischierebbero di degenerare in conflitti ben più gravi, le persone perbene “sono costrette a sobbarcarsi anche i danni provocati dagli altri soggetti problematici – ha detto Lambertucci – che, invece, usano gli immobili senza alcuna cura o rispetto delle regole di buon vicinato e del vivere civile. Recentemente qualcuno degli inquilini più problematici ha addirittura divelto la porta d’ingresso dello stabile rimuovendola del tutto perché non voleva vederla chiusa”.

Una situazione conosciuta, per niente nuova. Anzi, che va avanti da anni: “Addirittura – ha detto Lambertucci – alcuni anni fa si sviluppò un incendio in circostanze poco chiare che costrinse la signora che allora abitava all’ultimo piano ad essere portata via d’urgenza dai vigili del fuoco”.

“Dopo le segnalazioni fatte ad Apes e alla giunta di quest’amministrazione – ha concluso il consigliere – niente è cambiato in questi anni. Gli abitanti del palazzo e di quelli vicini sono ormai stremati ed esasperati e sono al limite di ogni sopportazione psicofisica”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Cuoio in diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.