Furti e devastazione al Leporaia, Coia: “La misura è colma”

"Mai il Tuttocuoio si lascerà intimidire da tali comportamenti e se la presidente lascerà la società, verrebbe via anche il Tuttocuoio"

“Dopo i due furti avvenuti in sequenza di materiale sportivo di proprietà della società e personale di collaboratori, questa notte (tra 9 e 10 settembre) ignoti malfattori sono nuovamente penetrati all’interno della struttura non tanto per rubare qualcosa (stiamo verificando con attenzione eventuali ammanchi), quanto piuttosto per compiere una totale devastazione del magazzino e altri locali della società“.

Un atto intimidatorio, secondo la presidente del Tuttocuoio Paola Coia, che mira a “cacciare” squadra e presidente da Ponte a Egola. “L’idea – ammette a questo punto – di trasferire la società e quindi la squadra in altri lidi non può che essere una idea che si comincia seriamente a valutare. Si può discutere e anche litigare su posizioni di avversità, ma a nessuno può e deve essere consentito di superare alcuni limiti comportamentali del vivere civile.
Dei fatti ovviamente sono state informate le forze dell’ordine nonché la Prefettura competente, le quali mi hanno garantito un loro pronto intervento”.

Perché “È divenuta insopportabile l’idea di proseguire così. Dopo gli avvenimenti degli ultimi giorni cui si era tentato di dare una risposta civile e comprensiva, ora la misura è davvero colma“. Se infatti intrusioni e piccoli furti potevano essere interpretati quali possibili ‘ragazzate’, comunque da condannare “il segnale che si è voluto dare questa volta sembra essere molto chiaro: Paola Coia vattene. In tanti anni di svolgimento dell’attività sportiva del Tuttocuoio mi riferiscono che mai c’erano stati avvenimenti di tal fatta, né credo che il civile territorio di Ponte a Egola e dintorni possa di colpo essersi trasformato in territorio di delinquenti. Sono certa che così non è”.

E allora serve aiuto: “Nel chiedere espressamente il supporto del Comune, della cittadinanza e dei tifosi ‘veri’ del Tuttocuoio, di una cosa posso assicurare tutti: ammesso che venga confermato – ed è ovviamente tutto da dimostrare – che queste sono azioni di disturbo dirette a destabilizzare il feeling che la società ha costruito con il territorio, con il Comune, con parte della cittadinanza, tutto ciò ammesso che sia verificato, i disturbatori sappiano che mai il Tuttocuoio si lascerà intimidire da tali comportamenti, che mai la presidente lascerà la società se non che alle condizioni a suo tempo dettate, che laddove dovesse esistere una ipotesi di tal genere, insieme alla presidente verrebbe via anche il Tuttocuoio“.

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