Faceva analisi sul covid per la Regione, ma non secondo gli accordi

Misure interdittive nei confronti del rappresentante e di un direttore del laboratorio

Le indagini, iniziate in pieno periodo di lockdown per l’emergenza sanitaria, hanno portato a rilevare che il laboratorio della società affidataria delle aziende sanitarie della Regione Toscana del servizio di analisi per la diagnosi del virus covid 19 a seguito di tampone, avrebbe proceduto al servizio difformemente da quanto stabilito in sede negoziale.

guardia di finanza pisa

I contratti stipulati a seguito delle procedure negoziali prevedevano l’effettuazione, tra l’aprile e il luglio scorsi, sino a un massimo di circa 3mila tamponi al giorno, per un valore complessivo dell’affidamento di circa 10 milioni di euro. In particolare, in difformità dei contratti stipulati con le aziende sanitarie, il laboratorio avrebbe utilizzato in parte un componente del kit diagnostico non previsto contrattualmente e ad uso di ricerca.

I militari del comando provinciale della Guardia di finanza di Firenze hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure interdittive per 12 mesi, adottata dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Firenze, nei confronti del rappresentante e di un direttore di un laboratorio di analisi cliniche di una società attiva nel settore della diagnostica da esami clinici con sedi operative sul territorio regionale.

Nei confronti del primo, l’interdizione opera sulla possibilità di concludere contratti con la pubblica amministrazione mentre il secondo è stato interdetto dall’esercizio della professione di direttore del laboratorio. L’ipotesi di reato è quella di frode nelle pubbliche forniture e il provvedimento giudiziario consegue a indagini condotte dal nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Firenze, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Luca Tescaroli e del sostituto procuratore Antonino Nastasi della Procura della Repubblica fiorentina, diretta da Giuseppe Creazzo.

Le indagini delle Fiamme Gialle fiorentine sono state condotte con la collaborazione di alcuni dirigenti della Regione Toscana e la consulenza di personale medico dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’Istituto Nazionale di Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma.

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