Mistero dell’argine, il punto sulle indagini aspettando l’autopsia

Stanno battendo tutte le piste gli investigatori, per risolvere quello che ormai è il giallo dell’argine. Stanno indagando ad ampio raggio sulla vita e le abitudini di Roberto Checcucci, l’uomo di 53 anni di Fucecchio trovato morto nella mattina di domenica in una strada che costeggia l’argine del fiume Arno in via dei Tavi, a Castelfranco di Sotto (qui). Ma stanno anche indagando su quella mattina, per capire chi ha incrociato con quello del 53enne il proprio destino. L’uomo è stato trovato cadavere, scambiato lì per lì per un sacco di quei rifiuti che in questa zona non è raro trovare abbandonati.

Lo hanno trovato trafitto da una serie di coltellate, due delle quali letali e alla gola e da segni evidenti di traumi. Forse una colluttazione terminata nel sangue avrebbe messo la parola fine alla vita apparentemente senza ombre di un uomo schivo, riservato, appassionato della natura in mezzo alla quale adorava camminare, come ha fatto quella domenica mattina.

Uscito di casa attorno alle 7, sarebbe arrivato in via dei Tavi poco più di un’ora dopo. Probabilmente aveva già iniziato il percorso a ritroso, per tornare a casa, quando ha incontrato il o i suoi assassini. Gli esiti dell’autopsia saranno fondamentali per raccogliere altri elementi utili alle indagini. Escluse le piste della rapina (non aveva con sé soldi né telefono) e della droga, le indagini dei carabinieri si sono concentrate in ambito familiare e sulla vita privata dell’uomo, ma al momento senza esito.

Si fa sempre più strada quindi, l’ipotesi che Checcucci non conoscesse il suo assassino, che si sia trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato, che, magari, si sia fatto scappare una parola di troppo verso uno o più interlocutori che hanno avuto una reazione smisurata.

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