Omicidio Checcucci, il fratello: “Lo ha ucciso per colpire me” foto

Lo shock dei vicini: “Nessuno se lo immaginava. La famiglia di Cascino sono brave persone, non sapevano cosa avesse fatto i marito"

Incredulità e stupore aleggiano in via Cesare Battisti a Fucecchio. La notizia che ha turbato la quiete di una delle arterie principali è quella dell’arresto del presunto assassino di Roberto Checcucci, il vicino di casa Luigi Cascino. Un omicidio che come si lasciano sfuggire gli investigatori che hanno lavorato giorno e notte alle indagini “non ha niente di razionale nella sua attuazione e nella sua esecuzuione“.

“Una famiglia perbene, umile, grandi lavoratori”, le parole dei vicini, pronunciate con grande dolore per l’accaduto, ricordano il titolo di uno storico film: Indagini su un cittadino al di sopra di ogni sospetto. Chi, invece, un presentimento ce l’aveva, è il fratello di Checcucci, Gilberto: “Me l’aspettavo – ha commentato senza indugi -. Ha ucciso lui per vendicarsi di me”.

Degli screzi e delle litigate rimane soltanto un fatto da cui non si torna indietro: la morte di Roberto, che tutti descrivevano come un tipo mite, estremamente riservato e solitario. “È un pazzo – così Checcucci apostrofa il vicino di casa Cascino –, voleva sempre avere ragione lui, a tutti i costi. Dopo avermi messo sotto con la macchina ha dichiarato anche il falso, dicendo che ero io che li avevo spaventati”.

Checcucci passeggia sul balcone della sua abitazione e ricostruisce gli eventi che hanno portato all’escalation di violenza. A partire dal quel fatto di oltre un anno fa, quando finì sotto la macchina di Cascino e fu subito ricoverato in ospedale. Mostra la gamba ancora fasciata dopo l’operazione, ma quella vecchia vicenda ha ancora molte zone grigie. Tanto che alcuni vicini di casa hanno riferito che fosse stato Gilberto a lanciare una motosega sull’auto del vicino, versione smentita categoricamente dal fratello della vittima. Passati gli anni, la conflittualità si è protratta, fino ad arrivare ai giorni recenti con l’erogazione di un cospicuo risarcimento danni in favore di Gilberto.  Quello che all’epoca fu considerato solo un incidente, escludendo il dolo, oggi appare agli occhi degli investigatori sotto una luce diversa. Riveste tutto un altro peso a posteriori. Poi ci sono le classiche liti condominiali, quelle sui parcheggi assegnati e sulle aree comuni, ma resta difficile credere che si possa arrivare a uccidere per questo.

Nemmeno Gilberto è stato in grado di fornire un caso specifico dopo il quale si sono inasprite le relazioni. Anche per i vicini il delitto è un fulmine a ciel sereno: “Una cosa così non ce l’aspettavamo – hanno commentato – nessuno poteva immaginare. Conosciamo la moglie di Cascino ed è una persona gentilissima. Sono dei grandi lavoratori, una famiglia che ha fatto dei sacrifici per far studiare i figli. Secondo noi, nemmeno la famiglia sapeva del gesto compiuto dal padre”. Quella di Cascino appare agli occhi dei fucecchiesi come una famiglia ben integrata a tutti gli effetti: i due coniugi da Canicattì, in Sicilia, 20 anni fa si sono trasferiti in Toscana e da allora si sono costruiti un futuro per loro e per i figli, oggi entrambi poco più che ventenni. Ciò che più colpisce i residenti di via Battisti è la contestazione della premeditazione.

“La moglie ha bevuto quel caffè dai carabinieri senza farsi problemi”, per questo, secondo i vicini, la donna sarebbe completamente estranea ai fatti. Questo, a stabilirlo, saranno le indagini che sono ancora in corso. Quali che siano i risultati, niente può placare la rabbia mista al dolore di Gilberto: “Roberto era una persona semplice – ci dice il fratello –. Non faceva del male a nessuno, non parlava con nessuno. In dieci anni che siamo qui non si è fatto un amico, perché prendersela con lui?”.  Anche dalle parole del procuratore Crini la figura di Roberto Checcucci appare come quella che subiva le vicende di condominio, restandone, però, indifferente.

Il sindaco di Castelfranco Gabriele Toti, intanto, ha voluto complimentarsi con i carabinieri: “Un fatto di sangue che ha colpito e scosso la nostra comunità – ha detto Toti -, abituata a frequentare l’argine come luogo tranquillo utilizzato da tante persone per camminare e fare sport all’aria aperta. Pur con le cautele del caso, dovute a una fase giudiziaria che dovrà concludersi, nel rispetto dei tempi processuali, sapere che il presunto omicida è stato arrestato contribuisce a ritrovare la serenità alla quale i castelfranchesi sono abituati.

Per questo desidero ringraziare i carabinieri per il lavoro effettuato confermandosi un punto di riferimento per tutta la cittadinanza. Infine, rivolgo un pensiero alla famiglia della vittima. A loro va ancora una volta la mia vicinanza, con la speranza che presto sia fatta giustizia”.

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