Quell’abbraccio negato al figlio gravissimo in ospedale: “Non ce lo facevano vedere”

La battaglia vinta da una madre: "Ci impedivano di vederlo nonostante dovesse subire la quarta operazione"

“Non è possibile che per giorni e giorni si impedisca ad un malato di vedere la sua famiglia, anche quando la situazione si fa grave”. Storia di dolore e di speranza ad Empoli, dove una madre ha dovuto lottare per poter far visita al figlio gravemente ammalato in ospedale. Il Covid, una volta tanto, non c’entra, anche se siamo di fronte ad una storia che dimostra come l’attuale emergenza sanitaria complichi la vita di sanitari e famiglie che normalmente si sarebbero dovuti rivolgere a medici e sanitari.

“Mio figlio David da diversi giorni è ricoverato all’ospedale di Empoli a causa di un problema al cuore che si porta dietro da anni e lo ha costretto ad operarsi già tre volte – racconta Pina. – Proprio domenica (oggi, ndr) dovrà essere trasferito a Siena per subire la quarta operazione ed i medici ci hanno più volte detto che la sua situazione è grave e le probabilità di non riuscita molto alte”. Severità delle condizioni di salute del giovane, originario di Castelfranco come la madre, che hanno spinto i familiari ad un atto di forza. Le ordinanze in vigore a causa del Coronavirus, infatti, hanno fortemente ristretto la possibilità di effettuare visite ai pazienti, proprio a causa dell’imperversare della pandemia.

“Per giorni non siamo stati in grado di vederlo, io e la sua compagna. I medici e le autorità sanitarie dell’Asl, malgrado le nostre proteste, ci impedivano di fargli visita – racconta Pina. – Capiamo l’emergenza, ma il caso di mio figlio è particolare. Noi non sappiamo se e come supererà l’operazione e le sue condizioni restano comunque gravi. Per giorni mi all’ospedale mi hanno detto che l’unica cosa fosse scrivere alla responsabile del reparto, che non mi ha mai risposto”. Difficoltà che ha spinto la famiglia a rivolgersi ai giornali, ma anche allo stesso presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.

“Non sapevamo più cosa fare. Francamente non pensavo che mi avrebbe risposto. Ma i dottori continuavano ad impedirci di vedere David dicendo che erano le ordinanze regionali ad impedirlo – racconta. – Quando il Presidente ha risposto alla nostra mail, ribadendo come in casi particolari di fine vita o gravità non vi siano i normali limiti agli spostamenti, gli impedimenti che ci ponevano alla cardiologia di Empoli sono stati ancora più incomprensibili”.

Concordato, alla fine, un incontro per mercoledì scorso, ma solo per la madre, non per la compagna, i familiari sono invece riusciti ad averla vinta martedì. “Ci siamo piazzati all’ingresso di cardiologia, io e la compagna di mio figlio. Minacciando di chiamare carabinieri e giornalisti – dice la madre. – Alla fine siamo riusciti ad averla vinta. Anche per questo vogliamo ringraziare per la risposta il presidente Eugenio Giani. Non è assolutamente possibile che anche in casi gravi si impediscano alle famiglie di vedere i propri cari. Questo medici e infermieri devono comprenderlo”.

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