Emergenza sanitaria, verso nuove restrizioni: Italia zona rossa per le feste

Restare a casa durante il Natale, per arginare l'epidemia, è l'appello dell' Oms

Emergenza sanitaria, si va verso nuove restrizioni: zona rossa in tutta Italia dal 24 dicembre al 6 gennaio, nei giorni festivi e prefestivi, e arancione nei giorni lavorativi.

E’lorientamento che emerge, a quanto si apprende da fonti di governo, dal vertice dal vertice del premier Giuseppe Conte con i capi delegazione di maggioranza e il ministro Boccia. Ora ci sarà il confronto con le regioni.

“Si prevede un irrigidimento significativo tra il 24 dicembre e il 6 gennaio – fa sapere il ministro della salute Roberto Speranza che spiega che stanno decidendo per le misure definitive, ancora da comunicare, e che verranno prese nei prossimi giorni.

Quanto al vaccino anti Covid e all’impatto sulla popolazione lo si vedrà a primavera inoltrata, spiega ancora il ministro: “Ancora per un tempo significativo dovremo convivere con il virus con l’unica vera arma che abbiamo, che è quella delle misure non farmacologiche“. Per questo Speranza chiede prudenza, soprattutto durante le due settimane di festività, da Natale a Epifania per evitare nuovi picchi di contagi. “Fino a quando non saranno vaccinate 10-15 milioni di persone, l’effetto immunologico sarà ancora residuale – aggiunge il ministro – e quindi per non poche settimane dovremo mantenere un livello attenzione significativo”.

Restare a casa durante il Natale, per arginare l’epidemia, è l’appello dell’ Oms Europa, il cui direttore, Hans Kluge,  in una nota spiega che “non vale la pena uscire, con il rischio di infettarsi”. “C’è una differenza tra ciò che è permesso fare e ciò che dovreste fare –  ha aggiunto. Senso di responsabilità indivuduale, quindi, oltre alle restrizioni dei governi, perchè, spiega ancora Kluge, “con l’avvicinarsi delle festività natalizie, la trasmissione del Covid in gran parte dell’Europa rimane intensa e diffusa. Ci sono stati quasi 23 milioni di casi quest’anno”. A ieri (17 dicembre) ricorda il direttore dell’Oms, si è superato il mezzo milione di vittime. “Nonostante la distanza fisica, abbiamo la possibilità di connetterci, i numerosi strumenti di social networking che abbiamo a portata di mano facilitano il contatto – ha ribadito il direttore di Oms Europa -. Anche se siete separati dai vostri cari, non siete soli”.

“L’Rt tende a non scendere più – spiega invece Gianni Rezza, direttore della prevenzione del ministero della salute, intervenuto al forum Risk Management di Arezzo – dobbiamo avere atteggiamenti previdenti per evitare che l’epidemia riparta durante la campagna vaccinale: questo è un rischio da scongiurare. Il numero di decessi è ancora alto”. Sulla riapertura delle scuole, si valuterà: “Bisogna procedere a piccoli passi – ha aggiunto -mettere in moto contemporaneamente molte attività potrebbe essere rischioso”. Per i bambini, ha concluso, per ora non è previsto l’inserimento nella campagna vaccinale: “Non mi risultano sperimentazioni, e sono meno suscettibili al Covid, e solo raramente hanno sintomi e malattia gravi”.

Le misure in via di approvazione

Dal 24 dicembre al 6 gennaio l’Italia sarà zona rossa nei giorni festivi e prefestivi e zona arancione nei giorni lavorativi.

Nel periodo delle festività si potrà uscire dal territorio dei piccoli Comuni sotto i 5mila abitanti, entro un raggio di 30 chilometri ma non ci si potrà però muovere per andare nei Comuni capoluogo, anche se si trovano entro un raggio di 30 chilometri.

Probabile, per pranzi e cene delle feste, la cosiddetta deroga dei due commensali nelle misure restrittive che verranno messe in campo per le festività natalizie. Nell’ambito della zona rossa e arancione – quindi fermo restando il divieto di spostamento tra le Regioni – sarà consentito, sia nelle giornate rosse che in quelle arancioni al massimo due non conviventi di effettuare visite nelle abitazioni private. Dalla deroga non sono conteggiati gli under 14, i cui spostamenti saranno quindi consentiti.

Il nuovo decreto legge Covid, per disporre le restrizioni nel periodo dal 24 dicembre al 6 gennaio, sarà sul tavolo del Consiglio dei ministri già convocato alle 18.

 

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