“Impossibile non volergli bene”, Santa Croce piange Mario Villa

Lo chef che da Vercelli si era trasferito nel Comprensorio lascia la moglie e la sua bambina

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Non era possibile non volergli bene. Era una di quelle poche persone che hanno la rara capacità di essere amico di tutti. Santa Croce sull’Arno piange Mario Villa, chef originario del vercellese da anni stabilitosi nel comprensorio del Cuoio.

Un lutto arrivato troppo presto, a soli 45 anni, dopo una vita piena di difficoltà a cui però Mario non si è mai arreso. “Non ha mai perso la sua voglia di andare a avanti”, racconta la moglie Serena. Mario lascia anche la piccola Elettra di cinque anni.

“Vercelli era la sua bandiera”: un uomo che amava la sua terra, dove aveva lavorato per molti anni come chef e dove viveva. Originario di Tricerro, paesino nella periferia di Vercelli, era conosciuto da tutti. Sei anni fa il trasferimento a Santa Croce sull’Arno dove aveva continuato a svolgere il suo lavoro finché le condizioni di salute glielo hanno permesso.

Nel tempo libero dava sfogo alle sue passioni: anime, manga, serie tv e giochi di ruolo online. Un hobby che stava diventando pian piano qualcosa di più strutturato: aveva fondato due land online con centinaia di iscritti che gestiva nel tempo libero. Era molto proiettato nel mondo digitale e per questo oggi a piangerlo c’è anche la sua “famiglia virtuale”, quella, per esempio, di Extremelot, il gioco di ruolo con cui aveva creato una vera e propria comunità. Lì aveva anche conosciuto sua moglie Serena.

Non sono mancati i momenti di gioia, ma è stata una vita difficile quella di Mario. Ieri l’ultima videochiamata con la moglie Serena dopo un intervento chirurgico. Stava bene, tutto sembrava essere andato per il meglio, quando delle improvvise complicanze sono sopraggiunte e non c’è stato niente da fare. “Negli ultimi tempi aveva perso l’uso dei reni – ha raccontato la moglie Serena – e devo ringraziare il reparto dialisi dell’ospedale di San Miniato prima e poi di Empoli”. Domani, 22 gennaio sarà esposto nella cappellina del commiato al cimitero di Santa Croce. “Chiedo di evitare assembramenti”, ha detto la moglie, ancora disorientata dalle moltissime attestazioni di solidarietà che sta ricevendo. Poi, sabato la partenza verso Tricerro, dove ci saranno le esequie.

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