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Artista e creativo, San Miniato e la Toscana piangono Brogi foto

Il ricordo dei figli Iacopo e Costanza e il cordoglio dell'amministrazione comunale

La data del funerale non c’è ancora, ma la mancanza è già grande. Soprattutto per quello che Giorgio Brogi poteva ancora dare. Originario di Roffia di San Miniato ma attivo fino a Firenze e Milano, l’artista e comunicatore era in continua ricerca, uno di quelli che la sua opera migliore è quella non ancora realizzata. Anche per questo la perdita è inestimabile.

E’ morto lo scorso 26 febbraio, stroncato da un malore improvviso mentre si trovava a casa di amici. “Ha fatto della sua vita un percorso – lo ricordano i figli Iacopo e Costanza -, dedicato alla comunicazione e al marketing fondando la Ceg Maxicom e contemporaneamente portando avanti la sua vera passione che era l’arte, esponendo i suoi quadri in molte mostre in Italia e all’estero. Alla domanda ‘Qual è l’opera che avresti voluto realizzare?’ lui rispondeva ‘Sicuramente quella che non ho ancora fatto. Il mio lavoro è continuo, è il divenire del mio pensiero per cui non lascia niente di intentato, sicuramente un desiderio, ha bisogno di tempo per realizzarsi ma sicuramente non rimane nelle pieghe, emerge sempre e trova la sua realizzazione.

Non si può dire che lascerà un vuoto incolmabile nelle nostre vite perché in una dei suoi molti libri che raccontavano la sua arte definiva il nulla e il vuoto con queste parole: L’emozione del nulla, è qualcosa di veramente pieno, solido, consistente fatto di materia in movimento che non ha confini.
Il nulla non è silenzio è consapevolezza.
Il nulla non è vuoto è conoscenza.
Il nulla non è assenza è essenza.
Il nulla è quella striscia orizzontale data dal nostro campo visivo, un confine così grande da non esistere, una possibilità così alta che non va oltre il nostro perimetro.

Quello che cercava nell’arte e nelle persone erano emozioni, emozioni da dare, emozioni da ricevere, emozioni da creare. Cercava nei colori, il non colore, il vuoto, il pieno, la trasparenza… diceva che sono ‘elementi che concorrono nella loro semplicità a formare un nuovo spazio quello della possibilità’. Gli piaceva creare e pensare nuove superfici per fermare un attimo, una emozione, un rimando anche se pur flebile ma intenso come intensi e incisivi sono i gesti… Questo era nostro padre Giorgio Brogi”.

La famiglia comunicherà giorno e luogo per il Saluto, intanto chiede: “Niente fiori ma opere di bene”.

Il ricordo dell’amministrazione comunale

“L’Amministrazione esprime le più sentite condoglianze per la scomparsa di Giorgio Brogi. Giorgio Brogi è stato un sanminiatese illustre, che ha contribuito attraverso la collaborazione decennale della sua creatura CeG Maxicom con San Miniato Promozione a portare il nome di San Miniato e del suo tartufo in tutta Italia e all’estero, organizzando le prime presentazioni in ristoranti stellati milanesi.

A lui e al professor Dini si deve il primo piano di marketing di San Miniato. Si può dire che la promozione di San Miniato e del tartufo, così come la Mostra mercato in quegli anni fece un notevole salto di qualità. All’interno della sua agenzia aveva lavorato Marco Rossi, recentemente scomparso (qui la notizia) e da quella collaborazione era nato il marchio delle colline sanminiatesi. Lo scorso anno era intervenuto all’auditorium alla serata celebrativa dei 50 anni dalla prima Mostra del tartufo.

Giorgio Brogi, inoltre, era un artista e aveva al suo attivo anche numerose mostre personali. Ai figli vanno le nostre condoglianze di tutta San Miniato per questa grave perdita”.

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