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Coronavirus, bandiere a mezz’asta per la giornata nazionale in ricordo delle vittime foto

Le celebrazioni nel comprensorio del cuoio

Le campane suonano a morto, le bandiere sono a mezz’asta e tutti i sindaci si sono fermati per osservare un minuto di silenzio: oggi, giovedì 18 marzo, è la prima giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid-19. Un’occasione per rendere tributo a tutti coloro che non ce l’hanno fatta contro il virus, in una lotta che ancora non ha conosciuto la fine. La giornata scelta non è casuale: il 18 marzo ricorda il giorno in cui diventò virale la foto dei mezzi militari che a Bergamo caricavano le bare.

Anche i sindaci dei comuni del comprensorio oggi si sono fermati per aderire all’iniziativa su sollecitazione dell’Associazione nazionale comuni italiani in contemporanea con la visita del presidente del consiglio Mario Draghi nella città di Bergamo.

San Miniato

“Il periodo che abbiamo vissuto e che stiamo vivendo – sono le parole di Simone Giglioli, sindaco di San Miniato – ha cambiato le nostre abitudini quotidiane, ci ha fatto comprendere l’importanza della socialità e dell’unità tra le persone. Abbiamo capito che da ogni emergenza se ne esce soltanto se tutti insieme rispettiamo le regole. La giornata di oggi serve a non dimenticare le vittime del virus: oggi ricordiamo i 47 nomi e cognomi di sanminiatesi che non ci sono più. Un ricordo particolare a Gianluca Bertini, amico fraterno, collaboratore infaticabile e con lui un abbraccio alle 47 famiglie che quest’anno hanno avuto un lutto”.

Alla celebrazione a San Miniato oltre al sindaco era presente anche il consigliere Michele Altini e il vescovo della diocesi, Andrea Migliavacca. “Tutta la diocesi partecipa a questa giornata con la preghiera – ha detto Migliavacca -. La preghiera ha sostenuto questo tempo difficile e con la preghiera ricordiamo i defunti, ma anche tutti coloro che si sono dedicati all’emergenza”.

Santa Croce sull’Arno

“Da sindaca di Santa Croce sull’Arno ho osservato un minuto di silenzio – così Giulia Deidda -, insieme ai rappresentanti della Protezione civile, Pubblica assistenza e Misericordia, insieme alle consigliere rappresentanti delle forze politiche di maggioranza e minoranza, al parroco don Donato Agostinelli e al comandante della polizia municipale Sandro Ammannati.

Un minuto simbolico, ma pieno di dolore, per le vittime del Covid-19 e delle sue complicazioni. Per le nostre 19 vittime. Per le loro famiglie, che spesso non hanno potuto salutare, nemmeno con una piccola cerimonia, la persona cara. Una sfida enorme per un popolo come il nostro, che fonda la sua civiltà anche sull’importanza dei riti.

Un minuto di silenzio che chiede a gran voce speranza e fiducia nel futuro, un minuto che richiama all’unità tra i vari livelli delle istituzioni e indipendentemente dai partiti politici a cui si appartiene, un minuto che invita tutte e tutti ad avere prudenza e responsabilità, per la salute pubblica, per il bene collettivo”.

Castelfranco di Sotto

Anche a Castelfranco davanti alle bandiere a lutto si sono raccolti alcuni capigruppo consiliari, il comandante della polizia municipale e il comandante della stazione dei carabinieri. “In un anno di pandemia – ha ricordato il sindaco Gabriele Toti – a Castelfranco di Sotto si contano 1008 persone contagiate. Sono state 13 le persone decedute a causa del Covid-19. Attualmente sono 858 i guariti, 137 i positivi, di cui 6 ricoverati in ospedale. Non possiamo che stringerci in uno spirito di solidarietà e collaborazione che non può che passare dal rispetto delle regole e di noi stessi”.

Santa Maria a Monte

“Ci uniamo a tutti i comuni italiani nel ricordo delle vittime dell’epidemia – così Ilaria Parrella, sindaco di Santa Maria a Monte -, anche il nostro comune ha pagato un pesante tributo pari a 11 vittime. Come comunità siamo vicino alle famiglie che hanno subito lutti e anche a tutti coloro che stanno ancora combattendo contro questa piaga”.

Montopoli in Valdarno

“Dallo scorso anno, l’emergenza sanitaria che stiamo ancora attraversando ha causato moltissime vittime – ha detto Giovanni Capecchi, sindaco di Montopoli in Valdarno, che proprio oggi registra un decesso -. Insieme a tutta la Giunta, le voglio ricordare nel silenzio e nella vicinanza a tutte le famiglie colpite da questa grande tragedia”.

Empoli

“Anche Empoli – ha detto la sindaca Brenda Barnini – raccoglie l’invito del presidente nazionale dell’Anci, Antonio Decaro, ad osservare un minuto di silenzio in ricordo delle 100mila e oltre vittime per Covid nel nostro Paese. Ci siamo ritrovati qui a distanza di un anno da quello stesso minuto di silenzio, il giorno in cui a Bergamo più di 70 carri militari portavano via le vittime del Covid in una città straziata, che contava giorno dopo giorno tanti morti. È passato un anno faticoso per tutte le nostre comunità che ancora resistono; cercano di resistere ad una pandemia che nessuno di noi aveva mai vissuto in prima persona e di cui avevamo solo letto sui libri di storia. Un evento che sta mettendo in difficoltà tutti noi. Le famiglie, le imprese, le associazioni. Tutti i cittadini. Però questo deve anche essere un giorno di fiducia e di speranza. Questa mattina il Presidente del Consiglio Draghi è stato a Bergamo assieme al sindaco Giorgio Gori per ricordare quella drammatica giornata di un anno fa ma anche per darci nuovamente conferma che la campagna di vaccinazione sta andando avanti e che nelle prossime settimane verrà accelerata e avremo a disposizione sempre più vaccini. Non deve essere una speranza vana ma una fiducia concreta di cui tutti abbiamo estremamente bisogno per poter continuare a stringere i denti ancora qualche settimana, ancora pochi mesi e poter poi finalmente tornare ad essere liberi e completamente proprietari delle nostre vite.

Oggi però è il momento per fermarci un solo minuto in maniera simbolica, per ricordare a ciascuno di noi che pur con tutti i sacrifici che stiamo facendo, in realtà, il sacrificio più grande lo hanno fatto quelle centomila persone che sono morte a causa del coronavirus ed è anche soprattutto per la loro memoria, per l’affetto nei confronti dei nostri concittadini e connazionali, che hanno pagato il prezzo più alto in questa battaglia, che dobbiamo resistere, dobbiamo mantenere i nervi saldi e dobbiamo guardare avanti”.

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