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Zone rosse in Toscana arancione, i sindaci di Firenze: “Decisione condivisa con Giani”

Dubbi dal sindaco di Castelfranco, Gabriele Toti: "Confiniamo con territori con restrizioni inferiori, può minare l'efficacia dei provvedimenti"

“Decisione presa in piena sintonia insieme al presidente della Regione dopo attente valutazioni basate sui dati”. Dicono così tutti e 41 i sindaci della città metropolitana, in una nota congiunta.

La decisione, spiegano, è arrivata, “dopo attente valutazioni basate sui dati della pandemia nel nostro territorio, con particolare attenzione all’aumento dei contagi e dell’occupazione dei posti letto e delle terapie intensive negli ospedali”.

“Siamo tutti consapevoli – dicono i sindaci – delle difficoltà per le categorie economiche e per le scuole, con le seconde e terze medie e le superiori ancora in dad, ma si tratta di un sacrificio di cinque giorni in più, necessario per poter contenere ancora i contagi, con la speranza di poter tornare in zona arancione già dal prossimo fine settimana. I dati dei contagi non sono omogenei su tutto il territorio metropolitano, ci sono Comuni più colpiti e altri meno, ma non aveva alcun senso adottare un provvedimento a macchia di leopardo che avrebbe soltanto aumentato la confusione, mentre i cittadini oggi ci chiedono prima di tutto chiarezza delle regole”.

“È stata una decisione che abbiamo preso di comune accordo con il ministro della Salute Roberto Speranza – dicono ancora – consapevoli che la battaglia per contenere la pandemia e far ripartire le attività sui nostri territori non si gioca sul filo di lana dei dati ma in scelte e comportamenti responsabili, spesso gravosi ma orientati alla soluzione dei problemi, considerato che si parla di province – quella di Prato, già in zona rossa, e quella di Firenze – dove vive la metà della popolazione toscana e dove si concentrano importanti centri ospedalieri che subiscono una pressione non più sostenibile”.

“Siamo fiduciosi – concludono – che questi ulteriori cinque giorni di zona rossa, in concomitanza con un’accelerazione della campagna vaccinale, porterà i risultati sperati per la salute dei nostri cittadini e per la ripartenza dell’economia del nostro territorio”.

Sul tema anche il sindaco di Castelfranco, Gabriele Toti: “Sono due le ragioni principali nella scelta che ha compiuto il presidente Giani: il forte livello di pressione degli ospedali della nostra zona, che sono al limite della chiusura, e più nello specifico l’indice di contagiosità  settimanale molto alto in tutti i comuni del comprensorio del Cuoio.  A fronte di un limite fissato a 250 ogni 100 mila abitanti noi siamo a 422 ogni 100 mila abitanti. Valori assolutamente alti che lasciano ben poco spazio ad altre interpretazioni.  Quindi per noi continueranno a rimanere le solite restrizioni che abbiamo da quattro settimane”.

“Prendo atto delle decisioni del presidente della Regione – commenta Toti – Le comprendo, le accetto e capisco le motivazioni serie e reali che stanno alla loro base. In passato ho totalmente condiviso i provvedimenti di chiusura per la nostra zona, considerate le situazioni che si sono presentate. Stavolta però sono molto più cauto. Ripeto che le motivazioni per imporre le chiusure ci sono tutte, ma ho molti dubbi sul fatto che le zone localizzate siamo la misura più efficace.  Avremo in zona rossa il nostro comune ma non tutte le aree con noi confinanti. Sarà rossa la zona Empolese, ma non la Valdera o la Lucchesia. Con le norme attuali ci sarà ugualmente un notevole flusso di persone in entrata e in uscita dalle nostre zone rosse. Basti pensare agli spostamenti degli studenti e dei lavoratori verso Pontedera o la Lucchesia”.

“Ci sono alcune categorie che continueranno a non lavorare – dice ancora – mentre a qualche chilometro di distanza sarà consentito ai loro colleghi: barbieri, parrucchieri, estetiste, negozi di abbigliamento… tanto per citarne alcuni. Oppure il nostro mercato settimanale, che continuerà ad essere solo per generi alimentari mentre con tutte le categorie merceologiche ripartiranno a qualche chilometro. Penso che il tema delle zone rosse, che pur ha una logica in senso assoluto, alla lunga mostri tutti i suoi limiti, soprattutto per le zone di confine”.

“Da questa settimana – conclude il sindaco – è iniziata la possibilità di effettuare i tamponi rapidi per gli studenti di ogni scuola e i loro familiari in una chiave preventiva grazie ad un progetto della Regione cui hanno aderito le farmacie comunali di Castelfranco e del Comprensorio e altre private del nostro comune. Sul versante dei controlli abbiamo compiuto un’attività specifica con la polizia municipale rivolta a verificare a campione il rispetto dell’isolamento delle persone positive o in quarantena, controlli sulle aree verde comunali che sono state chiuse con una mia apposita ordinanza, controlli su bar e ristoranti con sanzioni a chi non rispettava il divieto di chiusura o di asporto. Abbiamo fatto e stiamo facendo il massimo con le nostre forze. Ora mi aspetto che i ristori ci siano e magari in misura anche più adeguata. Anche se il miglior ristoro per le attività chiuse è consentire di riaprire con tutte le precauzioni e rispettando i protocolli previsti. Io personalmente e noi, come comune, rispetteremo e faremo rispettare le norme della zona rossa, ma non possiamo constatare anche i limiti di queste disposizioni”.

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