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Traffico di rifiuti, la vicenda finisce in Parlamento. Il ministro Cingolani: “Keu anche sotto l’aeroporto di Pisa”

Su Aquarno: “Si stima che il materiale conferito fuori dalle regole del settore ammontasse a circa 200mila tonnellate all’anno”

È arrivata in parlamento la vicenda che ha travolto la Toscana e tutto il comprensorio del cuoio per un presunto traffico illecito di rifiuti conciari. Ieri (21 aprile) il ministro per la transizione ecologica Roberto Cingolani ha risposto durante il question time alla Camera dei deputati a Edoardo Ziello, deputato in quota Lega.

“L’Arpat – ha spiegato il ministro Cingolani – ha realizzato indagini anche sulla realizzazione della pista dell’aeroporto di Pisa su segnalazione della sezione di polizia giudiziaria della procura di Firenze ed è emerso che per il sottofondo della pista è stato utilizzato il materiale della ditta Lerose contenente Keu. Dall’esito di un campionamento nel novembre 2020 è emerso che rappresenta una fonte di contaminazione”.

Cingolani ha fatto il punto anche sul coinvolgimento di Aquarno, il depuratore nel comune di Santa Croce sull’Arno. “Già nel 2018 – ha detto il ministro per la transizione ecologica – il Noe è stato delegato dalla Dda di Firenze a compiere indagini. È stato accertato che ingenti quantitativi di rifiuti liquidi e fanghi industriali contaminati venivano convogliati nei sistemi di depurazione del consorzio Aquarno e allontanati sottoforma di fanghi di trattamento senza alcun tracciamento di quantità, qualità e natura. Si stima che il materiale conferito fuori dalle regole del settore ammontasse a circa 200mila tonnellate l’anno. Dalle indagini è emerso che Lerose mescolava il keu con altri inerti, il che consentiva di smaltire ingenti quantitativi di rifiuti non idonei per i livelli di cromo e altri inquinanti”.

Tuttavia, come ha precisato il ministro, le risultanze investigative e i futuri sviluppi sono coperte da segreto istruttorio. Intanto si cerca di risalire a una mappatura di tutti i luoghi dove ha operato la ditta Lerose: “Venivano classificati come materiali per l’edilizia – ha continuato Cingolani – cosa che evidentemente non erano. Sono stato informato all’alba dell’operazione e ne ho seguito gli sviluppi. Si tratta di materiale prodotto dalla ditta Lerose che contiene una cenere di fanghi, il Keu, utilizzato nell’area di urbanizzazione Green Park come accertato da Arpat. Dopo gli accertamenti è stato avviato l’iter di bonifica e si è in attesa della messa in sicurezza. Per quanto riguarda l’ex Vacis di Pisa invece il campionamento rientra nei limiti. Solo in una zona ristretta c’è stato un superamento per quanto riguarda antimonio e cromo, la cui origine è da stabilire”.

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