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È ufficiale: da lunedì 26 aprile la Toscana entra in zona gialla

Riaprono bar e ristoranti anche a cena ma solo all'aperto. Ok anche a cinema e teatri ma resta il coprifuoco alle 22

È ufficiale: da lunedì (26 aprile) la Toscana entra in zona gialla.

Bar, ristoranti, pasticcerie, gelaterie, pizzerie potranno quindi aprire dalle 5 alle 22 con servizio al tavolo all’aperto, sia a pranzo che, con le nuove misure, anche a cena. Rimane sempre consentito l’asporto e la consegna a domicilio. Ripartono anche gli sport di squadra e di contatto purché all’esterno mentre rimane interdetto l’uso degli spogliatoi.

Per quanto riguarda gli spostamenti sarà possibile superare i confini liberamente tra regione gialle mentre per andare in una regione rossa o arancione sarà necessaria l’attestazione di vaccinazione o di aver avuto il Covid (nell’arco dei sei mesi precedenti) o l’attestazione di un tampone molecolare o antigenico rapido con risultato negativo effettuato 48 ore prima.

Dall’1 maggio si potrà far visita a un’abitazione privata una volta al giorno, nel limite di quattro persone ulteriori a quelle già conviventi, oltre ai minorenni e alle persone con disabilità o non autosufficienti conviventi. Le scuole fino alle medie restano sempre in presenza mentre le scuole superiori e le università tornano principalmente in aula.

Riaprono anche cinema e teatri al 50 per cento della capienza e fino a mille spettatori all’aperto e 500 al chiuso. I posti a sedere devono essere preassegnati, i biglietti acquistati online, tenuta la distanza di un metro a meno che non si conviva e rimane obbligatorio l’uso delle mascherine.

“È stato messo in campo uno schema di riaperture che da lunedì ci fa un po’ respirare, cercando allo stesso tempo di evitare che le terapie intensive (non ancora svuotate) tornino a riempirsi – commenta il presidente della Provincia Luca Menesini -. Terapie intensive piene significa persone che lottano per la propria vita e famiglie nel dolore. È quindi importante che da lunedì tutti si seguano le regole di base con ancora maggiore attenzione: uso della mascherina, distanza, igienizzazione delle mani, evitare gli assembramenti, fare il ricambio d’aria nei luoghi chiusi in cui stiamo con altre persone. Queste riaperture sono un primo passo e come tale è stato presentato: un primo passo a cui, se tutto va come tutti ci auguriamo, a breve ne seguiranno altri. Stiamo camminando verso la luce, proviamo a esserne contenti”.

“Abbiamo passato un anno durissimo, abbiamo e stiamo affrontando una pandemia mondiale ha sconvolto e stravolto le nostre vite. Abbiamo resistito, lottato e siamo stati solidali, e adesso – con i vaccini e la responsabilità individuale – ci stiamo dirigendo verso la fine di un incubo. Nella lotta al Covid dobbiamo guardare l’insieme: tutelare la salute di tutti e tutelare il diritto al lavoro – conclude Menesini – Un equilibrio difficile in una situazione come quella vissuta, ma che l’Italia in qualche modo è riuscita a trovare, forse più di altri Paesi (in Europa e in Gran Bretagna ci sono stati nell’inverno 2020 e nei mesi del 2021 lockdown seri e duri, altro che fasce di colore). Guardiamo avanti e guardiamoci tutti insieme. Facciamo la nostra parte, usiamo responsabilità e buonsenso, oggi più di ieri”.

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