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Salvato dall’operazione al cuore ‘Tatino’ ringrazia tutti: “Mi hanno ridato una seconda vita”

Gianfranco Novelli, già gestore del bar Centro Storico a Santa Maria a Monte: "Pronta una grande festa quando sarà finito il trambusto del virus"

“Mi hanno ridato una seconda vita. Come se fossi rinato. E ora non voglio più perdermi niente”. Ha la primavera negli occhi Gianfranco Novelli, 66 anni, mentre racconta la sua avventura fra ospedali e dottori, che complessivamente lo ha impegnato tre mesi, fra paure e speranze. Nome e cognome non diranno molto ai più, ma lui, a Santa Maria a Monte, per tutto il paese è Tatino, gestore del Bar Centro Storico nel cuore della ‘chiocciola’ del borgo, oggi a riposo.

Una pensione, in quel di Bientina, interrotta bruscamente lo scorso 10 dicembre. “Tornando a casa avevo le gambe gonfie – racconta – Nel fare le scale avevo l’affanno”. Una veloce chiamata al medico fa emergere uno scompenso al cuore in atto. Portato subito a Pontedera, nel giro di alcuni giorni viene portato a Pisa.

“Il professor Andrea Colli, di cardiochirurgia, mi hanno subito detto che la situazione era seria – racconta Tatino. – Il mio era un caso estremo ed il mio cuore funzionava al 25%. In quei giorni mi hanno preparato all’idea di essere spostato a Siena per un intervento molto rischioso”. Partito per l’ospedale di Siena, a Novelli prefigurano anche l’ipotesi trapianto. “Era una possibilità. Un paracadute nel caso le cose fossero precipitate – continua l’uomo, che nella struttura senese è stato una ventina di giorni.– In quei giorni ho visto macchinari di tutti i tipi, mi hanno controllato dai capelli alle unghie”. Da considerare poi che tutto questo avveniva mentre la macchina sanitaria era sotto l’enorme stress dovuto alla pandemia: “Ho fatto decine di tamponi in tre mesi – dice – mi è sempre andata bene”. I polmoni messi non bene convincono infine il professor Gianfranco Montesi di Siena a non operare: “Troppo rischioso”.

Andato a Siena dopo la Befana, a fine gennaio Novelli si ritrova ancora a casa, con la prospettiva di fare solo cure palliative. “Sono stato a casa alcuni giorni – dice – mentre amici e parenti mi prospettavano Milano, Roma e altri posti. Io però mi sono messo nelle mani del professor Colli. Mi sono sempre fidato di lui e del suo staff meraviglioso. Alla fine hanno deciso di operarmi”.

L’operazione, avvenuta il 18 marzo, è durata 8 ore e ha visto impegnata tutta l’equipe del giovane luminare pisano: ricostruzione dell’aorta superiore calcificata, sostituzione di due valvole e della calcificazione. “Quando mi hanno portato in terapia intensiva, ero già attivo. Gli infermieri non ci credevano – racconta Tatino, che proprio in queste settimane si gode il ritorno alla normalità con un cuore tornato in buono stato. – Mentre ero in sala operatoria ho davvero sentito tanta professionalità ma anche tanto affetto tutto intorno a me. Dei miei amici, dei dottori che ormai mi stavano dietro da due mesi, delle tante persone che mi vogliono bene. E’ questo, credo che mi ha salvato. Un vortice di amicizia che mi ha salvaguardato in tutti questi mesi”.

Il lieto fine è una vita normale, quella che oggi Gianfranco vive nelle cose semplici e negli amici che lo salutano mentre racconta la sua storia, sotto il sole caldo di una giornata di primavera, in piazza a Bientina. “Io devo ringraziare tutto lo staff del professor Colli. Senza di lui non sarei qui. Lui ha creduto nel fatto che ce la potessi fare e io ho sempre creduto in lui – dice, ancora, questo ex paziente speciale. – Per questo volevo ringraziare tutti loro pubblicamente, mentre mi vengono le lacrime agli occhi se penso a tutto l’affetto che mi ha investito in questi mesi e che ora spero di poter restituire”.

E nei piani di Tatino ovvi ci sono le cose di un tempo, quelle della vita di prima, guardate però con occhi completamente nuovi. Ma anche una festa. “Appena sarà finito tutto questo trambusto del virus voglio fare una grande festa a Santa Maria a Monte, per ringraziare tutti – dice. – Al tempo stesso in questi giorni non vogliono più perdermi un attimo. Non ho più tempo da perdere: figli, amici, parenti, nipoti. Mi voglio godere tutto e anche di più. La mia vita nuova”.

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