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Frana sotto la strada a Marti, l’assessore Varallo: “Verifiche di stabilità per gli edifici e poi l’intervento”

La causa sarebbe una rottura dell’acquedotto: “Evento scollegato dalla riqualificazione del borgo”

“La frana è stata causata da una rottura dell’acquedotto e non c’entra niente con la riqualificazione del borgo. Al di là delle asfaltature che sono in programma, le cause dell’evento franoso sono scollegate: anzi, probabilmente avremmo perso anche l’asfalto nuovo”. A chiarirlo è Alessandro Varallo, assessore ai lavori pubblici del comune di Montopoli in Valdarno che fa il punto sul cedimento del manto stradale in un punto di via Borgo d’Arena a Marti (Leggi qui).

Ieri (14 maggio) c’è stato il sopralluogo del geologo per capire l’entità del fenomeno e per tutte le verifiche statiche sugli edifici, in particolare quelli a destra e a sinistra della cantina in cui i detriti sono crollati. Chiaramente resta interdetta la cantina privata in cui è crollata la volta, anche solo per la quantità di macerie, che per fortuna era un locale inutilizzato e vuoto. Solo tanto spavento per i proprietari, quindi, ma nessun pericolo per le persone.

Oltre alle verifiche del caso sulla sicurezza degli stabili, di cui si attendono gli esiti, sempre ieri c’è stato anche un primo sopralluogo di Geofor, la società che gestisce la raccolta dei rifiuti, per capire quale soluzione può essere la più idonea per assicurare la continuità del servizio. “Le ipotesi sono due – ha spiegato Varallo -: o fanno il pezzo di strada a piedi dove non passa il camioncino oppure saranno individuati dei punti di raccolta. In ogni caso, se ci saranno delle modifiche per i cittadini saranno i primi a essere avvertiti, casa per casa. Noi ci siamo attivati sin da subito con tutti gli enti coinvolti perché la prima cosa è garantire a tutti i servizi essenziali, che dal momento del crollo non si sono mai interrotti”.

È ancora troppo presto per stabilire i tempi di ripristino della circolazione: la prima cosa da individuare è la tipologia di intervento da effettuale e, in tal senso, sarà preziosa la relazione del geologo che aiuterà a capire lo stato dei luoghi. “Non c’è una data di fine lavori perché dobbiamo capire la tipologia di intervento più consona – ha detto Varallo -. E dovremo farlo in collaborazione con Acque se la causa dipende da una perdita nell’acquedotto gestito da loro: l’importante è che venga fatto il prima possibile”.

Se la priorità è garantire sicurezza e servizi, le verifiche vanno fatte in molti campi. Dopo l’immediata riparazione dell’acquedotto da parte dei tecnici di Acque resta da capire se sull’area c’è un interesse anche di tipo storico e paesaggistico, visto che sotto la strada ci sono cantine e cisterne antiche in tufo.

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