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Mafia, il Sindacato generale di base: “Serve un ente pubblico per la depurazione delle acque”

L’affondo al “consorzio dei padroni”. E sul Tubone: “I conciatori hanno trovato il modo di scaricare i costi sulla gente”

“Nella zona del cuoio la depurazione delle acque nei fatti è sempre stata controllata e gestita dal Consorzio conciatori, il consorzio dei padroni, un organismo privato che, a quanto sembra emergere dalle inchieste giudiziarie, per ottenere il massimo profitto possibile per anni se ne è infischiato della salute della gente e delle compatibilità ambientali”. Interviene a gamba tesa il Sindacato generale di base della provincia di Pisa sull’inchiesta Keu.

“Questi padroni – dicono dal sindacato provinciale – non solo hanno sfruttato i loro dipendenti nelle proprie aziende ma hanno, come sta appunto emergendo, anche avvelenato terreni, fiumi, campi e chissà cos’altro. È una congrega di cui ormai conosciamo nomi e cognomi, disposta a tutto pur di riempirsi le tasche di soldi.

Ma il problema centrale, che le forze politiche sembrano voler eludere è anche un altro: fino a quando la depurazione delle acque nella zona del cuoio non sarà controllata e gestita direttamente da un ente completamente pubblico, con un forte controllo popolare, saremo periodicamente costretti a subire questo indecoroso spettacolo di avvelenamenti e corruzione.

I sindaci di tutta la zona, e i sindacati a loro contigui, non hanno mai contrastato questa gestione di fatto privatistica della depurazione. E il futuro potrebbe riservarci guai peggiori: col famoso progetto Tubone è infatti sorto una specie di blocco trasversale, composto da politici e imprenditori, che non ammette obiezioni a un megaprogetto molto discusso ma fortemente voluto dai conciatori, dal costo esorbitante di 204 milioni di euro. Esso convoglierà nella nostra zona migliaia di metri cubi di maleodoranti scarichi provenienti da molte altre zone toscane, allo scopo di diluire gli scarichi delle concerie. È un progetto di cui beneficeranno grandemente gli industriali ma che verrà pagato per oltre il 90% dai cittadini, con le bollette e con le tasse”.

“Così i conciatori hanno trovato il modo per scaricare una bella fetta dei costi di depurazione sulla gente – concludono dal Sindacato generale di base -. E, come se non bastasse, il Tubone verrà in buona parte gestito da Aquarno, il consorzio che in questi giorni è al centro dello scandalo Keu. Vi fidereste, voi? Lavoratori, cittadini, disoccupati: mandiamo via questa gente che non ci tutela. Protestiamo, informiamoci, non diamogli tregua. Per i loro sporchi profitti rischiamo tutti la nostra salute”.

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