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Scandalo Keu, Rifondazione comunista: “Ha pagato solo Ledo Gori, i politici sono al loro posto”

Sulla commissione d’inchiesta: “Anche la Lega finanziata dai conciatori. Quale imparzialità se i controllori sono a libro paga dei controllati?”. Su Deidda: "In un paese normale si sarebbe dimessa"

Ha pagato solo Ledo Gori. I politici coinvolti sono tranquillamente rimasti al loro posto”. A intervenire sull’inchiesta Keu è Rifondazione comunista, che guarda avanti e si interroga su cosa avverrà con la commissione d’inchiesta: “Quale credibilità se i controllori sono a libro paga dei controllati?”.

“Sulle recenti inchieste che hanno scoperchiato il sistema di corruzione legato allo smaltimento illecito di rifiuti pericolosi in Toscana – dicono da Rifondazione – è calata una preoccupante cappa di silenzio. Nemmeno l’ombra della criminalità organizzata è bastata ad aprire una riflessione radicale sulle questioni emerse, nei partiti coinvolti e nelle istituzioni. Lasciamo fare alla magistratura, dicono. In queste settimane abbiamo scoperto che moltissimi candidati alle elezioni regionali, della Lega e del Pd (ma continueremo con gli accessi agli atti per avere un quadro completo) compresi consiglieri eletti e assessori nominati, hanno ricevuto migliaia di euro da quelle imprese conciarie oggi al centro dell’attenzione della magistratura. Niente di nuovo, i grandi poteri economici finanziano la politica e chiedono il conto. Lo abbiamo imparato con l’inchiesta Mani pulite e da allora è cambiato solo il sistema di erogazione dei fondi, che oggi risultano a bilancio. Ma il sistema di corruzione ha molte facce, a volte non ci sono nemmeno transazioni di denaro, a volte si tratta di pressioni per nominare o confermare un dirigente compiacente, in cambio di voti. O di licenziare o spostare un funzionario troppo zelante in un altro ufficio, dove non possa disturbare. O di far presentare alla chetichella emendamenti pensati, scritti e a favore dell’impresa”.

“Il paradosso di questa storia – aggiunge il partito – è che la commissione regionale d’inchiesta che si è insediata è presieduta dalla consigliera leghista Elena Meini anche lei abbondantemente finanziata dall’universo conciario di Santa Croce. Ma con quale credibilità e opportunità questa commissione si presenta alla società Toscana? Se i controllori sono a libro paga dei controllati come potranno adempiere al loro ruolo senza che quei denari gettino un’enorme ombra sulla trasparenza, correttezza e imparzialità del loro operato?”

“Fino ad oggi l’unico che ha pagato è stato Ledo Gori – ribadisce Rifondazione – silurato da Eugenio Giani subito dopo che il suo nome è comparso sui giornali. I politici coinvolti invece sono tutti li. Compreso Giani, che da presidente del consiglio regionale ha certamente avuto un ruolo concreto nella presentazione dell’emendamento scritto dall’avvocato dell’Associazione conciatori e presentato dai consiglieri Pieroni, Nardini, Mazzeo, Sostegni i quali sono tutti al loro posto, come è al suo posto la sindaca di Santa Croce, Giulia Deidda, accusata di associazione a delinquere, che in un paese normale, con i fatti emersi dalle intercettazioni, si sarebbe fatta da parte immediatamente senza bisogno che nessuno glielo dovesse chiedere”.

“Non possiamo concepire questa gestione del potere – conclude il partito – Le liaisons dangereuses tra politici, imprenditori, faccendieri e criminalità organizzata sembrano essere il pane quotidiano con cui una politica cinica si deve misurare con la complessità del mondo. Ma c’è un altro modo di governare: una politica che metta al centro l’interesse pubblico e non i profitti delle aziende private. Nei territori interessati dalle inchieste, comitati di cittadini e cittadine si stanno organizzando, insieme alle associazioni antimafia, a quelle ambientaliste e naturalmente ai partiti che da sempre combattono questo sistema. Rifondazione Comunista, in uno dei comuni del comprensorio del cuoio uscì dalla giunta nel 2011 proprio perché contraria allo smantellamento dei sistemi di controllo ambientale voluto dagli imprenditori conciari. Oggi alcune delle nostre ragioni di allora sono scritte nelle pesanti accuse della Dda di Firenze a politici e imprenditori. La Toscana ha bisogno di una svolta e solo una grande mobilitazione sociale può provocare questo cambiamento. Un appuntamento in questa direzione è la manifestazione organizzata per sabato (29 maggio) da Libera Toscana a Santa Croce a cui Rifondazione Comunista ha aderito e invita la cittadinanza a partecipare”.

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