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Femminicidio ad Altopascio, attesa per l’udienza di convalida dal Gip

Sul tavolo del giudice per le indagini preliminari l'esito dell'autopsia, l'analisi sui coltelli e l'interrogatorio svolto in ospedale dal pm Alberto Lo Iacono

Quello che è successo in quei pochi secondi che venerdì (28 maggio) hanno portato al femminicidio di Maria Carmela Fontana, 50 ex cameriera al Galleno, resterà soltanto nella mente del suo assassino, il marito Luigi, il muratore di 54 anni che ha ucciso la donna a coltellate poco prima delle 14.

Alla verità dei fatti, dal momento dell’arresto, farà spazio ora la verità processuale, ovvero quegli elementi che saranno portati in aula a sostenere l’accusa nei confronti dell’uomo cui si aggiungeranno le tesi difensive. Elementi che, per quanto emerso nelle prime ore dopo quanto accaduto, sembrano suffragare la tesi dell’omicidio volontario aggravato.

Sarà questa, con tutta probabilità, la tesi portata avanti alla pubblica accusa, rappresentata dal pm Alberto Lo Iacono, titolare dell’inchiesta per la quale è coadiuvato dai carabinieri, che oggi (31 maggio) ha interrogato Luigi Fontana all’ospedale San Luca, dove è ricoverato nel reparto di psichiatria dopo aver accusato un malore nella giornata di sabato, proprio davanti al pubblico ministero.

Un interrogatorio blindatissimo in cui il pm ha cercato di trarre ulteriori elementi per sostenere la richiesta della convalida dell’arresto al Gip di Lucca, Simone Silvestri, nell’udienza di convalida che si dovrebbe tenere già domani (1 giugno).

Altri elementi arriveranno sul tavolo del giudice dall’autopsia che è stata affidata al medico legale Stefano Pierotti, che già venerdì aveva effettuato l’esame esterno del cadavere, e che si è tenuta a partire dalle 14 di oggi. Anche in questo caso sull’esito è calato il massimo riserbo degli inquirenti: ma sarebbe arrivata la conferma che a uccidere la donna sarebbero stati oltre dieci colpi, inferti con due coltelli trovati sul luogo del delitto e che sono ritenuti compatibili con le ferite sul cadavere. Prima di cadere a terra senza più forze Carmela avrebbe tentato di divincolarsi e difendersi, lo direbbero alcune ferite definite, appunto, da difesa, riscontrate sul dorso delle mani e sulle braccia.

La stessa analisi scientifica sui coltelli potrà dire qualcosa di più su una dinamica intorno alla quale non sembrano esserci molti dubbi.

Dalle risultanze di questi esami emergeranno anche le prime mosse difensive dell’avvocato di fiducia del presunto omicida, Ilenia Vettori, che oggi lo ha assistito durante le procedure nella stanza di ospedale del San Luca, dove si è tenuto l’interrogatorio.

Nel frattempo è partita la gara di solidarietà nei confronti di Teresa, madre dei due gemelli che giocavano in giardino quando si consumava il delitto e del fratello Nicola, che hanno perso la madre e anche la serenità familiare in un maledetto pomeriggio di venerdì. Per la giovane madre sono partite due raccolte fondi: una ad Altopascio, con delle cassettine posizionate in negozi, bar e ristoranti e una sulla piattaforma di crowdfunding Eppela.

Femminicidio ad Altopascio, su Eppela e nei negozi la raccolta fondi per aiutare la figlia di Carmela

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