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Strage di via dei Gazzani, il ricordo di Cordone: “Quei carabinieri ammazzati dallo stesso assassino che uccise mio padre”

A 31 anni dai fatti il Comitato dalla parte di Abele mantiene viva la memoria

Avevano 24 e 28 anni Nicola Campanile e Mario Forziero, carabinieri del nucleo radiomobile, quando il 1 giugno di 31 anni fa furono uccisi a Siena da Sergio Cosimini. Quello stesso Cosimini che pochi mesi prima a Firenze aveva ammazzato senza alcun motivo Antonio Cordone, il padre di Marco Cordone, che oggi ricorda i due militari con il Comitato dalla parte di Abele da lui presieduto.

“La mano criminale pluriomicida di Sergio Cosimini – ha detto Cordone – solo qualche mese prima a Firenze, il 26 dicembre 1989 aveva ucciso senza alcun motivo, mio padre Antonio, ex giocatore di calcio, allenatore e podista. Voglio anch’io ricordare questi due valorosi militi dell’Arma che nell’adempimento del loro dovere, si immolarono per tutelare l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini da un soggetto altamente e socialmente pericoloso”.

Un ricordo che si tiene vivo nel dolore che accomuna le due vicende: “Come tutti gli anni – ha ribadito Cordone -, condivido con grande commozione il dolore dei parenti dei carabinieri Forziero e Campanile che è anche quello mio e della mia famiglia, per non dimenticare. Antonio Cordone, Mario Forziero e Nicola Campanile, sono tutti Abele del nostro tempo”.

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