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Uccise la compagna e la nascose in un sacco: condannato a 23 anni

Sentenza della Corte d'Assise del tribunale di Lucca nei confronti di Graziano Zangari

L’aveva uccisa nel box del cantiere dove lavorava saltuariamente. Colpendola con una mazzetta da manovale. Poi le aveva premuto contro il cranio fracassato un cuscino, forse nel maldestro tentativo di fermare l’emorragia che aveva ucciso la sua compagna. La vittima Chiara Corrado, 40 anni, di San Giuliano Terme, per qualche tempo trasferitasi a Saltocchio, fu ritrovata soltanto qualche mese dopo.

Ammazzata e chiusa in sacco: arrestato il compagno

Dopo avere ucciso la donna l’aveva infatti avvolta in un sacco di cellophane – le mani legate – e le ha annodato al collo una fune con la quale l’aveva trascinata. Probabilmente servendosi di un mezzo edile ha condotto poi il cadavere in una roulotte affittata da un conoscente con una scusa e l’aveva chiusa dentro con un lucchetto. È questo il film, che fu ipotizzato dagli inquirenti, per l’omicidio scoperto, a qualche mese di distanza, in un campo desolato lungo la via Aurelia a Torre del Lago, il 17 novembre del 2019. Graziano Zangari, 48 anni, operaio calabrese residente all’epoca dei fatti a Saltocchio, è stato condannato a 23 anni dalla Corte d’Assise del tribunale di Lucca.

L’autore del femminicidio, secondo i carabinieri che lo avevano arrestato nella notte a San Nicola Arcella, in provincia di Cosenza, a casa del fratello, avrebbe ucciso per motivi di gelosia, forse legati alla droga, la sua fidanzata.

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