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FiPiLi, Assotir scrive alla Regione: “Servono soluzioni condivise”

L'associazione torna a chiedere un confronto dove poter condividere informazioni e individuare risposte in modo congiunto

Il tema della FiPiLi è sempre più caldo. E ogni giorno fra cantieri interminabili che generano interminabili code, nuove emergenze, incidenti quotidiani (anche oggi se ne è verificato uno che ha creato disagi nella zona di Montopoli), vengono pure lanciate idee per tentare di correggere la situazione.

Assotir, l’associazione di rappresentanza dell’autotrasporto merci che ha organizzato la protesta dei Tir lumaca a fine maggio, nel tentativo di fare chiarezza e di incanalare il dibattito verso un corretto canale istituzionale, ha preso carta e penna ed ha indirizzato una lettera ai gruppi consiliari della Regione Toscana per sollecitare l’avvio di un confronto su tre temi: infrastrutture, legalità e formazione.

“La strada di grande comunicazione FiPiLi è una arteria di fondamentale importanza per l’economia toscana anche se è pesantemente sottodimensionata e non adeguata sotto altri profili, in primis la sicurezza – così si apre la lettera di Assotir firmata dalla presidente nazionale Anna Vita Manigrasso, imprenditrice toscana del trasporto e dal segretario nazionale Claudio Donati, proprio a sottolineare la rilevanza di questa infrastruttura – Chiuderla, anche solo temporaneamente o peggio introdurre limitazioni solo sulla categoria mezzi pesanti, – prosegue le lettera – aggrava solo il problema, che già esiste, della efficienza della catena logistica del sistema produttivo toscano, soprattutto quello legato ai vari comparti manifatturieri che significano lavoro, redditi e Pil”.

“Con queste premesse – si legge nella nota – crediamo che ogni soluzione possa e debba essere maturata grazie ad un serrato confronto con la categoria del trasporto merci e con gli altri attori coinvolti. Serve un confronto dove poter condividere informazioni e individuare risposte in modo congiunto. Teniamo a chiarire subito che è largamente infondata l’ipotesi secondo cui la maggior parte dei mezzi pesanti passa dalla FiPiLi per evitare i pedaggi autostradali. Può essere parzialmente vero solo per un traffico di lunga percorrenza, ma certo non riguarda i movimenti locali. Quelli cioè – prosegue la nota – che hanno origine nei distretti industriali della Toscana centrale i quali hanno invece un intenso dialogo fra loro sia sull’asse est-ovest che sull’asse nord-sud rispetto ai quali però mancano i percorsi, visto che la Bientinese Galleno e Sr 436 Fucecchio Monsummano sono vietate ai mezzi pesanti. Invece prevedere dei percorsi di collegamento fra le A11 e FiPiLi significa anche decongestionarle sia in caso di lavori di manutenzione ordinaria, che in caso di eventi non prevedibili o accidentali (frane comprese). È chiaro anche che, volendo ottenere un risultato di alleggerimento dei flussi sulla strada, occorra prevedere non solo una riduzione dei pedaggi, senz’altro benvenuta, ma di per sé non risolutiva. Ciò che conta davvero è infatti, il tempo e la fluidità di scorrimento”.

“Abbiamo già espresso pubblicamente la nostra approvazione circa la decisione di stanziare 500mila euro da parte della Regione Toscana in favore della Provincia di Pisa per ottenere la riapertura della provinciale 3 Bientinese – proseguono – Analogamente abbiamo già espresso apprezzamento per l’idea di una società apposita per le manutenzioni stradali a livello regionale, allo scopo di poter ottenere una maggiore snellezza e capacità di intervento: ma certo siamo contrari all’idea di far cassa e niente più. Tutti temi questi, che stanno dentro un ampio ventaglio di occasioni di confronto che abbiamo già chiesto alla Regione, oltre al confronto per le numerose criticità delle infrastrutture e nella viabilità di cui è oggetto la presente, anche – concludono – un tavolo regionale per la legalità nell’autotrasporto; un progetto per l’avvio alla professione di autista che si stima possa interessare almeno un migliaio di lavoratori”.

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