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Vendevano soldi e documenti falsi, oscurati 20 canali telematici

Si stima che siano stati immessi due milioni di euro di banconote contraffatte all’anno

Un mercato di soldi e documenti di identità falsificati su internet e nelle chat. Le banconote comprati al 10 percento del loro valore nominale e poi immesse nell’economia legale: un giro che, si stima, avrebbe immesso due milioni di euro all’anno è stato interrotto dalle indagini del nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Firenze sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Firenze, diretta dal Procuratore dottor Giuseppe Creazzo. Sono stati oscurati 20 canali telematici, che funzionavano come supermercati per soldi e documenti falsi.

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Firenze hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro preventivo, adottato dal giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Firenze Federico Zampaoli, mediante inibizione e oscuramento di 20 canali telematici, utilizzati per commercializzare grosse quantità di banconote false, rivendute su larga scala in Italia e all’estero.

L’attività illegale è stata scoperta grazie a un costante monitoraggio dei canali telematici e internet volto, in particolare, a individuare pratiche illecite lesive del mercato. Le indagini hanno consentito di individuare numerosi market-place telematici con i quali i cyber-criminali avevano organizzato la commercializzazione, attraverso procedure complesse, di banconote false di vario taglio e particolarmente contraffatte nei segni distintivi. Dagli accertamenti effettuati, è emerso inoltre che gli stessi canali telematici erano utilizzati anche per la vendita di diversi documenti d’identità falsi.

Le banconote false potevano essere acquistate partendo da un stock minimo di 300 euro, a un prezzo di circa il 10% del valore nominale, e l’attività di indagine ha messo in luce un ammontare che si stima, su base annua, di circa 2 milioni di euro di banconote contraffatte commercializzate attraverso i canali telematici ora oscurati. I reati contestati sono quelli di falsificazione di monete, spendita e introduzione nello Stato di monete falsificate, possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi.

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