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Goletta verde, i risultati delle analisi sulla costa toscana: metà dei campionamenti oltre i limiti di legge

Legambiente: "È inaccettabile che una regione, a così alta vocazione turistica ed economicamente sviluppata come la Toscana, non investa sull’efficientamento della depurazione"

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Presentati ieri(8 luglio)  i risultati delle analisi dei campioni d’acqua prelevati dai volontari e volontarie di Goletta Verde sulle coste toscane

Metà dei campioni risultati oltre i limiti di legge. 

Su 20 punti analizzati ben 8 sono fortemente inquinati e 2 inquinati

“Lanciamo di nuovo un Sos inquinamento alle foci dei corsi d’acqua – spiega Legambiente -.  La situazione è preoccupante: siamo ancora all’inizio della stagione balneare e in Toscana si fa ancora poco per efficientare i sistemi di depurazione dei reflui”

In totale sono venti i punti campionati lungo la costa della Toscana dai volontari e dalle volontarie di Goletta Verde, sedici lungo i corsi d’acqua e quattro a mare. Ben dieci punti sono risultati fuori dai limiti di legge: otto i punti giudicati fortemente inquinati e due inquinati. 

Molto preoccupante la fotografia scattata da Goletta Verde in questo inizio di stagione balneare, e purtroppo, con l’aumento del carico antropico durante l’estate, la situazione è destinata a peggiorare.

Il dettaglio delle analisi di Goletta Verde

I campionamenti di Goletta Verde non vogliono certo sostituirsi ai controlli ufficiali delle autorità competenti nè tantomeno dare patenti di balneabilità. Scopo del monitoraggio è accendere i riflettori sulla cattiva depurazione dei reflui che attraverso i fiumi arriva a mare rischiando di compromettere la qualità delle acque del nostro mare nel momento cruciale della stagione estiva. I campioni sono stati prelevati dai volontari e le volontarie di Goletta Verde lungo le coste toscane il 21 e il 22 giugnoLe analisi, eseguite da laboratori individuati sul territorio – Idroconsult  laboratori riuniti Srl di Calenzano (Firenze) e Bioconsult di Follonica (Grosseto) – mostrano dunque delle criticità in questo inizio di stagione soprattutto alle foci dei corsi d’acqua; criticità dovute alla presenza di batteri di origine fecale (enterococchi intestinali ed escherichia coli), considerati un marker specifico di inquinamento dovuto a scarsa o assente depurazione.

Peggiora la situazione alle foci, in particolare per i punti campionati lungo le coste della Toscana centrale, critici anche i risultati di quelli della Toscana settentrionale.

Fortemente inquinati sono risultati la foce del torrente Carrione a Carrara, la foce del Lavello e la foce del Brugiano a Massa, la foce del Fosso Motrone e quella dell’Abate in provincia di Lucca; la foce dello scarico presso via Salivoli a Piombino, la foce del Gora a Follonica e il campione raccolto presso la spiaggia del Moletto del pesce a Marciana Marina, sull’Isola d’Elba. Inquinati invece la foce del Versilia e la foce del Fosso di Mola a Capoliveri sull’Isola d’Elba.

“La situazione è preoccupante – dichiarano Fausto Ferruzza e Federico Gasperini rispettivamente presidente e direttore di Legambiente Toscana – anche perché i campioni sono stati prelevati all’inizio della stagione balneare e tutto fa presagire che il carico antropico è destinato ad aumentare visto che molti prediligeranno le coste italiane come meta estiva per le vacanze. La metà dei campionamenti sono oltre i limiti di legge, in particolare nel centro e nel nord della regione: sono dati che lanciano ancora una volta l’Sos sul fronte della cattiva depurazione dei reflui”.

“È inaccettabile – continuano Ferruzza e Gasperini –  che una regione, a così alta vocazione turistica ed economicamente sviluppata come la Toscana, non investa sull’efficientamento della depurazione. Una grande opera pubblica necessaria che non può più aspettare e che chiama in causa da vicino anche i Comuni dell’entroterra, dal momento che le grandi città giocano un ruolo cruciale in questo contesto. Continueremo a chiedere a gran voce che vengano stanziati i fondi necessari per migliorare e modernizzare il sistema di depurazione della nostra regione”.

È importante sottolineare come, in sei degli otto punti fortemente inquinati, non sono previsti controlli da parte delle autorità competenti, risultando così interdetti alla balneazione. In quattro di questi non era presente il cartello di divieto di balneazione.

“Ricordiamo  che Goletta Verde restituisce un’istantanea puntuale sulla qualità delle nostre acque costiere, senza sostituirsi alle autorità competenti, perchè il nostro obiettivo è denunciare puntualmente il cronico ritardo italiano sull’efficientamento dei depuratori e la presenza degli scarichi abusivi – dichiara Sibilla Amato, portavoce di Goletta Verde -.  Stiamo già pagando multe salatissime per le due condanne dell’Unione europea per il mancato adeguamento alla Direttiva europea sul trattamento dei reflui e ulteriori procedure di infrazione sono in corso. Purtroppo, oltre all’aspetto sanitario ed economico c’è da denunciare ancora la disinformazione verso cittadini e cittadine – continua Amato. Infatti, anche in Toscana abbiamo constato che la cartellonistica sulla qualità delle acque, obbligatoria da oltre 5 anni, era presente solo in cinque dei venti punti monitorati. Ci auguriamo che, accanto a una definitiva risoluzione dei problemi depurativi, si possa colmare anche la lacuna informativa verso i bagnanti”.

Il monitoraggio scientifico

I prelievi di Goletta Verde vengono eseguiti da tecnici, volontari e volontarie di Legambiente. L’ufficio scientifico dell’associazione si è occupato della loro formazione e del loro coordinamento, individuando laboratori sul territorio. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo.

I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati  come inquinati i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla  normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010)  e “fortemente inquinati” quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio del valore normativo. Il numero dei campionamenti effettuati viene definito in proporzione ai Km di costa di ogni regione.

 

 

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