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Mazzette ai medici per le prescrizioni dei farmaci, 4 informatori condannati anche al risarcimento

La Regione Toscana era parte civile nel processo che aveva coinvolto diversi imputati residenti nel comprensorio del Cuoio

Corruzione continuata, una maxi operazione delle forze dell’ordine che aveva portato a un processo penale che vedeva imputati ventidue medici e sei informatori farmaceutici ora ha portato anche alla sentenza di risarcimento dei danni alla Regione Toscana.

Dopo la sentenza definitiva di condanna per 4 informatori del farmaco, nel 2012, nei giorni scorsi  è arrivata la sentenza della corte d’Appello di Firenze che ha quantificato i risarcimenti del danno alla Regione Toscana come avevano disposto gli stessi ermellini rinviando ai giudici di secondo grado proprio sulla definizione del quantum.

Tutti gli altri imputati sono stati giudicati in altra sede e con riti e risultati diversi tra loro. I medici e gli informatori coinvolti nella vicenda giudiziaria facevano parte di diversi distretti sanitari ricadenti nei Comuni di Pontedera, Santa Maria a Monte, Castelfranco di Sotto, Palaia, Volterra, Montecavoli e altri. L’operazione della guardia di finanza denominata Ippocrates aveva fatto luce su una vicenda di “comparaggio” tra medici e infermieri con al centro “mazzette” per spingere la prescrizione di alcuni farmaci.

Tutto era iniziato anni prima quando la finanza, indagando su un giro d’usura, scoprì da intercettazione telefoniche una serie di accordi fra medici e rappresentanti per la prescrizione di medicinali: secondo l’accusa chi avesse indicato nelle ricette i prodotti più costosi rispetto a quelli con gli stessi effetti ma meno reclamizzati sarebbe stato compensato con una percentuale a medicinale e regali.

I 4 informatori sono stati condannati definitivamente proprio perché, nella qualità di collaboratori e gestori di un deposito di Fornacette, fornitore di diverse farmacie, avrebbero prima promesso e poi consegnato a medici convenzionati con il servizio sanitario nazionale, e dunque pubblici ufficiali, somme di denaro e beni mobili in relazione alla prescrizione di determinati farmaci.

Tali condotte oltre ai rilievi penali avrebbero provocato un danno morale all’immagine della Regione Toscana, da qui la decisione della Cassazione nel 2012 di rinviare alla corte d’Appello gli atti relativi solo alla quantificazione del danno. Gli imputati sono stati condannati a risarcire la Regione con somme che vanno dai 12mila ai 25mila euro. Si legge infatti nella sentenza d’Appello dei giorni scorsi: “Le condotte ascritte agli imputati, nella sostanza riconducibili alla dazione di denaro o altra utilità a medici da parte di informatori farmaceutici onde influenzarne le decisioni in materia di prescrizione di farmaci, avrebbe comportato una diminuzione delle risorse destinate alla tutela della salute da parte della Regione”. Gli imputati sono stati condannati a pagare anche le spese legali e di giudizio.

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