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Studente morto carbonizzato, il Dna decisivo per identificare il corpo trovato a San Giuliano

Il procuratore: "Un sospetto maturato subito che ha trovato conferme dagli accertamenti"

Non ci sarebbero dubbi al momento sul fatto che il cadavere carbonizzato trovato domenica scorsa a San Giuliano sia quello dello studente universitario Francesco Pantaleo. Gli accertamenti, come spiega il procuratore capo di Pisa, Alessandro Crini lo confermano. Il sospetto che si trattasse del giovane era maturato fin da lunedì, dalle prime indicazioni del medico legale.

“A seguito di una prima tempestiva indicazione, da parte del medico legale, nel pomeriggio di lunedì, relativa all’altezza del cadavere, intorno 1,80 metri e alla pelle dello stesso, in vita di colore chiaro, si provvedeva immediatamente a connettere, nel doveroso riserbo, queste indicazioni con la scomparsa del giovane studente siciliano Francesco Pantaleo, formalizzata alla questura di Pisa, da parte dei genitori, nello stesso pomeriggio del 26 luglio; dopo una prima indicazione di irreperibilità formulata telefonicamente dai medesimi la sera del giorno precedente”, spiega il procuratore.

Nella giornata di martedì erano stati svolti accertamenti sulla scomparsa del giovane: decisivi gli elementi raccolti per le comparazioni genetiche tra i quali, con le opportune cautele, il Dna materno.

Mercoledì scorso infine è stato affidato l’incarico al perito genetista “che, con lodevole tempestività, forniva risposta, nei termini già noti, nelle 48 ore successive – spiega il procuratore -. Nel sottolineare la pronta e sinergica risposta investigativa offerta dalla Squadra Mobile della Questura di Pisa e dal Nucleo Operativo dei Carabinieri di Pisa, sotto il coordinamento di quest’Ufficio, e nel segnalare che gli approfondimenti proseguono per quanto occorre, faccio presente che, nel breve lasso di tempo in cui si è sviluppata l’attività di indagine, nessun’altra alternativa è stata concretamente sperimentata”.

In particolare la scomparsa di un giovane tunisino denunciata dai parenti, a Lucca, lo scorso 9 luglio, è stata accantonata per la mancata corrispondenza, nell’altezza, tra il soggetto in questione e il cadavere rintracciato a San Giuliano Terme. Adesso le indagini vanno avanti per capire come sia morto il giovane studente.

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