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I parrocchiani querelano il prete per i lavori, che però sono autorizzati dalla Curia

"Erano necessari e urgenti. Valutiamo la controquerela"

Un gruppo di parrocchiani, membri del consiglio degli affari economici, di una parrocchia della Valdera, nella diocesi di San Miniato, ha depositato una querela contro il proprio parroco ai carabinieri. I parrocchiani avrebbe accusato il prete di avere utilizzato fondi della parrocchia per ristruttura la propria abitazione spendendo troppo. Si parlerebbe di circa 50mila euro tra lavori strutturali e arredi che si sarebbe resi necessari visto lo stato di deterioramento in cui versava l’immobile ecclesiastico. Per tanto il reato ipotizzato dai querelanti sarebbe appropriazione indebita.

Di fatto però il prete avrebbe operato, conferma la diocesi di San Miniato, con l’autorizzazione della Curia e della Diocesi rendicontando tutte le spese attraverso le fatture dopo averle sostenute per sanare una situazione di deterioramento dell’immobile ecclesiastico. “I lavori di ristrutturazione – spiegano dalla Diocesi – della casa canonica erano necessari ed urgenti, essendo questa di fatto inabitabile. Le spese sono state tutte autorizzate dalla Curia diocesana e dal legale rappresentante della parrocchia e sono documentate da fatture. Non è stato quindi commesso alcun illecito”.

Al momento il reato ipotizzato, sempre che sia stato commesso, sarebbe procedibile a querela di parte. Rimane comunque il fatto che questo lo deciderà eventualmente il pubblico ministero quando la querela verrà inoltrata alla procura di Pisa, ma non è da escludere che tutto vada in una bolla di sapone.

La diocesi di San Miniato inoltre, “deplora l’uso da parte dei querelanti della registrazione di un colloquio privato con il vescovo e valuta di sporgere controquerela per calunnia. Ribadisce infine la piena fiducia nelle autorità giudiziarie chiamate in causa”.

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