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Rapine violente e pestaggi, interrogati i due minorenni arrestati

I giovani al giudice: "Lo abbiamo fatto perché avevamo bisogno di soldi"

Hanno ammesso le loro responsabilità, interrogati dal gip del tribunale dei minori di Firenze. Assistiti dal loro avvocati i ragazzini accusati di rapine, tra compiute e tentate, e aggressioni in centro a Pisa, hanno confessato e di fronte al giudice si sono giustificati spiegando di aver agito perché avevano bisogno di soldi. I due erano stati colpiti da una misura emessa dal gip del tribunale dei minorenni di Firenze, scattata a seguito delle indagini partite dopo l’aggressione a un ragazzo di 17 anni, in via Turati, il 15 giorno scorso.

Il ragazzo, mentre percorreva la strada parallela del corso principale, era stato fermato da due coetanei che hanno tentato di rapinarlo e, alla sua reazione, uno dei due ha inferto un fendente all’addome della vittima, ferendolo seriamente.

Il ragazzo poi era riuscito a raggiungere piazza Vittorio Emanuele e chiedere soccorso a due militari.

Le indagini, condotte dalla Squadra mobile pisana, diretta dal vice questore aggiunto Fabrizio Valerio Nocita, sono partite immediatamente in maniera serrata, dai primi minuti dopo la notizia dell’aggressione.

Attraverso la descrizione, fornita dalla vittima prima di perdere conoscenza, sono state avviate le ricerche sul territorio: è stata circoscritta la scena del crimine e da quel punto, è iniziata un’analisi capillare di ogni telecamera utile presente nell’area di interesse. Dall’analisi delle prime telecamere è stato possibile individuare la presenza di due ragazzi che si allontanavano dalla scena del crimine pochi istanti dopo la commissione del fatto in direzione della stazione.

Alcune ore dopo il fatto, gli agenti della Squadra Mobile, insieme alla sezione Polfer di Pisa, avevano  rintracciato alla stazione due giovani corrispondenti alla descrizione fornita verbalmente dalla vittima. I due, minorenni, sono stati identificati e perquisiti, uno era stato trovato in possesso di un coltello, che ha fatto scattare la denuncia alla Procura dei Minori.

Le indagini, svolte successivamente sotto il coordinamento del sostituto procuratore della Repubblica del tribunale per i minorenni di Firenze Roberta Pieri, hanno consentito di ricostruire quasi interamente la dinamica degli eventi accaduti quel pomeriggio.

Non solo. Le indagini condotte sui profili social degli indagati hanno consentito di ricostruire anche un secondo episodio violento, avvenuto la notte del 28 agosto scorso in piazza Garibaldi. In quella circostanza la vittima, un ragazzo 21enne, ha riferito che mentre si trovava in piazza Garibaldi a trascorrere la serata due, staccatisi da un gruppo più numeroso, lo hanno avvicinato e, con la scusa di chiedergli una informazione, gli hanno sfilato il cellulare.

Il giovane a quel punto si era ribellato ed era stato picchiato.

Ad incastrare i due autori, anche stavolta, l’analisi delle telecamere, le dichiarazioni rese dalla vittima e da altri testimoni e, inoltre, una maglietta di un club sportivo con il nome di un calciatore noto, che uno dei due rapinatori indossava quella sera e che gli investigatori della squadra mobile, analizzando i profili social dei due sospettati, hanno riscontrato indossata dal ragazzo in alcune fotografie sui social.

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