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Minacce su Facebook al sindaco di Empoli: la Digos e la polizia postale denuncia un 55enne e un 30enne

La successiva analisi del materiale sequestrato consentirà in seguito di verificare se ci saranno ulteriori sviluppi investigativi

Il sindaco di Empoli Brenda Barnini nei mesi di novembre e gennaio scrosi aveva ricevuto sul proprio profilo Facebook istituzionale pesanti minacce e gravi offese, episodi purtroppo ricorrenti nella vita di personaggi pubblici che ricoprono incarichi di rilievo nelle istituzioni.

La polizia, sotto la direzione del pm Giovanni Solinas della procura di Firenze, alle prime ore del mattino di oggi (12 ottobre) ha individuato due obiettivi in territorio fiorentino ed ha eseguito due perquisizioni nei confronti di un cinquantacinquenne e di un trentenne.

Grazie all’abilità degli operatori del compartimento della polizia postale di Firenze e alla competenza investigativa degli uomini della Digos, con l’apporto del personale del commissariato di di Empoli si è ricostruita la dinamica cronologica delle gravi minacce e delle pubblicazioni diffamatorie realizzate via web e si sono rintracciate le tracce informatiche delle persone indagate.

La successiva analisi del materiale sequestrato consentirà poi di verificare se ci saranno ulteriori responsabilità delle persone indagate.

Sulla notizia interviene proprio il sindaco di Empoli: “Innanzitutto voglio ringraziare le professionalità che hanno svolto le indagini. A partire da Alessandra Belardini, dirigente della polizia postale di Firenze, tutti i suoi collaboratori, la Digos di Firenze, il commissariato di Empoli e il dirigente Francesco Zunico e la procura fiorentina nella persona del sostituto procuratore Giovanni Solinas. Il loro lavoro investigativo è stato premiato e questo deve far riflettere tutti coloro che attraverso i social network o internet in generale offendono e minacciano. Bisogna che passi in modo sempre più chiaro il messaggio che le offese, le diffamazioni e le minacce fatte sui social sono un reato per il quale si può essere perseguiti e sanzionati. È indispensabile che i mezzi di comunicazione vengano utilizzati in modo corretto e consapevole come strumento di confronto e non come agone dell’odio. Dialogo e confronto democratico devono essere il nostro punto di riferimento“.

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