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Abusi edilizi lungo il torrente Orme, raffica di denunce: 34 nei guai foto

L'indagine dei Forestali di Empoli è iniziata nel giugno del 2018

Abusi edilizi lungo il torrente Orme, raffica di denunce: 34 nei guai.

I militari hanno rilevato una serie di irregolarità sul ciglio di sponda del torrente Orme, irregolarità consistenti in manufatti, recinzioni, tettoie, porzioni di immobili, platee e cordoli in cemento armato, capanni per animali domestici e da cortile.

L’indagine dei forestali di Empoli era iniziata nel giugno del 2018 con dei controlli per la prevenzione dei rischi connessi al dissesto idreologico lungo il torrente Orme, in località Casenuove.  Controlli che sono effettuati nell’ambito degli accordi convenzionali esistenti tra la Regione Toscana ed i carabinieri forestali, con le indicazioni fornite dal Genio Civile. Le verifiche effettuate sono finalizzate ad accertare prelievi abusivi di acque, occupazioni abusive sul corso d’acqua e scarichi non autorizzati.

Per tutte le opere o manufatti sono stati eseguiti accertamenti all’ufficio tecnico del Comune di Empoli, evidenziando una casistica molto varia: dalla presentazione di domanda di condono edilizio ancora in corso di definizione, da strutture e manufatti presenti all’interno dell’area realizzati senza titolo edilizio, pertanto irregolari. Molte di queste strutture, a parte i titoli abilitativi urbanistici, sono state realizzate in assenza di specifica autorizzazione idraulica e quindi, in base a quanto relazionato dalla difesa del suolo della Regione Toscana, sono da ritenersi abusivi.

L’autorizzazione idraulica fa riferimento al regio decreto 523 del 1904 (testo unico delle disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche delle diverse categorie): tale decreto, anche se datato, è quanto mai attuale ed è nato per valutare la compatibilità con il buon regime delle acque del corso d’acqua, riferite anche ad un’area inondabile e non solo al corso d’acqua con estensione prevalente lineare.

Gli accertamenti condotti dai militari di Empoli hanno portato a denunciare 34 persone ed elevare sanzioni amministrative per oltre 5mila euro. Le verifiche stanno proseguendo anche per accertare scarichi abusivi in alveo.

I carabinieri forestali raccomandano il rispetto del regime vincolistico, funzionale alla protezione del bene demaniale che sta assumendo ragioni di interesse sempre crescenti, che coinvolgono non solo l’urbanistica e l’edilizia, ma soprattutto l’ambiente e l’energia. La pericolosità di manufatti abusivi lungo gli argini dei corsi d’acqua costituisce un grave pregiudizio per l’assetto idrogeologico del territorio, già fortemente compromesso e fragile. Va interrotta quindi, aggiungono i militari, la pericolosa tendenza a occupare gli spazi prossimi agli alvei, a tutela del regolare scorrimento delle acque e come azione preventiva rispetto ai rischi per le persone e le cose che potrebbero derivare dalle esondazioni.

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