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“Dobbiamo molto alla scienza”, il monito di Mattarella a Pisa per l’inaugurazione dell’anno accademico

"C'è una deriva antiscientifica che si registra un po' ovunque che porta a bloccare il futuro e riportare tutto al passato"

Sergio Mattarella oggi (18 ottobre) a Pisa, in visita all’università La Sapienza, da poco ristrutturata. Davanti al Palazzo Matturella ha salutato il governatore toscano Eugenio Giani, il sindaco di Pisa Michele Conti, il presidente della Provincia pisana Massimiliano Angori.

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Mattarella ha poi inaugurato l’anno accademico 2021 – 2022, alla presenza del rettore Paolo Mancarella.

Il tour pisano del presidente della Repubblica si chiude a Villa del Gombo, nella tenuta di San Rossore in occasione dell’iniziativa promossa per i 10 anni di Giovanisì, progetto della Regione Toscana per l’autonomia dei giovani di cui dal 2011 hanno complessivamente beneficiato in oltre 370mila.

“La comune cultura d’Europa nasce in larga misura dalle sue università – ha affermato Mattarella . Soprattutto da quelle sorte dopo l’anno mille, che hanno creato un tessuto di interscambio su cui si è impiantata la comune civiltà europea. Tra queste anche l’università di Pisa. C’è una deriva antiscientifica che si registra un po’ ovunque, anche nel nostro Paese, sia pure in piccole dosi, che porta a bloccare il futuro e riportare tutto al passato. Noi dobbiamo molto alla scienza. Abbiamo passato un periodo lungo, che non dobbiamo dimenticare, anche per rispetto ai morti. Tutto questo è alle spalle perché la scienza ci ha consegnato i vaccini, perché le misure di distanziamento e le mascherine hanno sconfitto, o almeno speriamo di averlo fatto, il contagio. Sorprende e addolora che proprio adesso, non quando si temeva il crollo del paese, adesso che vediamo una ripresa incoraggiante, economicamente, socialmente, culturalmente, proprio ora esplodono fenomeni e iniziative con atti di violenza, di aggressiva contestazione, quasi a voler ostacolare la ripresa del paese e che deve esser condotta a buon fine con fatica e con impegno”.

“Voi  – ha concluso rivolgendosi ai giovani a San Rossore riuniti per il Siete Presente – non siete chiamati a essere protagonisti in futuro, siete già oggi protagonisti indispensabili del paese. Per questo nel rivolgere i complimenti al progetto GiovaniSì vi faccio gli auguri, non per il futuro ma per il presente”

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