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Tentato assalto a un bancomat, un anno e 10 mesi a un 36enne di Fucecchio

Per l'accusa faceva il palo di una banda di professionisti dei colpi nelle banche

Per i giudici era il cosiddetto palo di una banda specializzata in colpi ai bancomat. Con questa ipotesi, un 36enne di Fucecchio è stato condannato a 1 anno e 10 mesi di reclusione anche dalla suprema corte di Cassazione. L’uomo lo scorso anno era stato già riconosciuto colpevole dalla corte d’Appello di L’Aquila perché insieme ad altre 5 persone aveva contribuito, facendo appunto da palo, all’assalto di un bancomat di Teramo per impossessarsi poi del denaro contante.

La banda non era poi riuscita a portare a termine il piano per l’intervento della vigilanza e delle forze dell’ordine che li aveva colti in flagranza poco prima di riuscire a prendere il denaro. Mediante l’introduzione all’interno della bocchetta di erogazione del denaro di un ordigno, artigianalmente confezionato, denominato “marmotta”, carico di polvere esplosiva, avevano provocato, secondo i giudici, la deflagrazione dell’apparato elettronico, arrecando gravi danni ai locali, pur non riuscendo poi nell’intento criminoso per ragioni indipendenti dalla propria volontà. Con l’aggravante dell’aver commesso il fatto in più di cinque persone, con violenza su cose esposte per necessità a pubblica fede. Si legge infatti in sentenza: “Pur potendosi affermare che non abbia avuto la possibilità di vedere ciò che succedeva nel luogo in cui veniva fatta esplodere la “marmotta”, nondimeno non vi è dubbio che lo stesso partecipò all’azione criminale svolgendo la consapevole rilevante funzione attiva di palo, finalizzata a verificare se vi fosse il pericolo di interferenza nel compimento del delitto da parte delle forze dell’ordine o di altri soggetti”. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile e l’uomo è stato condannato anche a 3mila euro di spese legali e di giudizio.

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