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Due bombole di gpl nell’appartamento abbandonato, condominio saturo di gas

I vigili del fuoco hanno evitato il peggio, mettendo in sicurezza la palazzina. Oliveri: "Serve più controllo sulle persone che risiedono nel centro storico"

Quando i vigili del fuoco del distaccamento di Castelfranco di Sotto hanno sfondato la porta, hanno trovato due bombole di gpl che perdevano gas da tempo e l’appartamento saturo della sostanza infiammabile. E’ accaduto in un palazzo di corso Mazzini a Santa Croce sull’Arno questo pomeriggio  30 novembre. I vigili del fuoco erano stati allertati dai residenti, che sentivano un forte odore di gas nel primo pomeriggio. I pompieri una volta arrivati, con la strumentazione a loro disposizione hanno verificato che in effetti nel palazzo c’è del gas libero. A quel punto ancora prima di intervenire per trovare la fonte del combustibile, hanno subito evacuato momentaneamente il palazzo e messe in sicurezza le persone, hanno cercato di rintracciare la fonte del pericolo. Dopo un po’ di ricerca con gli strumenti hanno capito che il gas proveniva da un appartamento chiuso. 

I successivi accertamenti della forze dell’ordine hanno poi appurato che fino a qualche tempo fa, in quella casa viveva un cittadino di origine straniera, che poi si è reso irreperibile. Ovviamente non è scontato ma le bombole che sono state poste sotto sequestro, potrebbe appartenere a lui. Messa in sicurezza la palazzina i residenti sono subito potuti rientrare in casa.

La perdita di gas ha causato una situazione di potenziale pericolo per tutti i residenti della zona, fortunatamente risolta rapidamente e senza conseguenze di rilievo.

Sulla vicenda è intervenuto il consigliere comunale Enzo Oliveri, che ha sottolineato: “Il fatto che nel centro storico di Santa Croce sull’Arno, spesso vivano persone che poi per motivi personali o di altra natura, magari per la ricerca di un lavoro, spariscono lasciando le case dalla sera alla mattina può causare anche queste situazioni di pericolo, servirebbe una maggiore regolamentazione e forse anche un po’ di vigilanza da parte degli enti locali in modo da essere sempre informati correttamente su chi vive  a Santa Croce e  dove, come del resto prevede la legge,. Questo è facile farlo con gli italiani, ma con chi arriva a Santa Croce solo per un lavoro non sempre è semplice capire cosa accade, magari quando il lavoro viene a mancare. Queste persone si spostano con estrema rapidità e alle volte lasciano dietro di se, sicuramente senza cattiva fede, situazioni che poi possono diventare un problema per chi a Santa Croce invece ci vive, magari da generazioni”. (ga.mo.)

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