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Empoli piange la scomparsa di Walfredo Siemoni

Si è spento ieri, giovedì 2 dicembre, all’ospedale San Giuseppe di Empoli a causa di una malattia

La città di Empoli piange la scomparsa di Walfredo Siemoni. 
Storico dell’arte, ispettore onorario della Soprintendenza fiorentina, fino allo scorso anno scolastico docente di storia dell’arte presso l’Isis Gramsci Keynes di Prato. Autore di numerosi testi su monumenti ed opere del territorio fiorentino, empolese e toscano, aveva collabora a varie riviste quali Antichità viva, Paragone, Kos, Bullettino Storico Empolese, Miscellanea Storica della Valdelsa pubblicando decine di studi e approfondimenti su vari volumi dedicati alle arti figurative e al patrimonio artistico locale.
Walfredo era nato a Portoferraio, il 20 febbraio 1957, la sua famiglia era di origine casentinese, si era legato a Empoli nella sua infanzia visto che il padre Edoardo si era trasferito in città per lavorare in Comune come Ragione Capo dell’ente di Via del Papa. 
Da quel periodo non si era più staccato da Empoli, risiedendo in città, diplomandosi qui per poi laurearsi in Storia dell’Arte all’Università di Firenze e iniziare la sua carriera di docente.
Si è spento ieri, giovedì 2 dicembre, all’ospedale San Giuseppe di Empoli a causa breve quanto grave malattia.
Lascia la moglie Viorica e i figli Giulio e Sofia.
Il funerale si terrà nella Collegiata di Sant’Andrea domani pomeriggio, sabato 4 dicembre, alle 15. 
 
Il sindaco di Empoli,  Brenda Barnini, stringendosi al dolore dei familiari e dei parenti vicini, tiene a «ringraziare il professor Walfredo Siemoni per l’amore per la città di Empoli e per tutte le sue ricchezze artistiche e storico-culturali che lui ha saputo valorizzare prima di tutto grazie allo studio e all’approfondimento e poi, ancora di più, grazie alla sua opera divulgativa che ha permesso una fruizione collettiva dei nostri beni più preziosi». 
 
Siemoni si era laureato discutendo una tesi sulla chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani che era rimasta il suo primo e grande amore culturale e filo conduttore di numerosi suoi studi.
Proprio ieri sera avrebbe dovuto presentare una sua ultima pubblicazione, vale a dire un libro fotografico sui busti reliquiari patrimonio dello stesso Santo Stefano degli Agostiniani.
“Ogni storico dell’arte che si è avvicinato allo studio dei nostri tesori non ha potuto fare a meno di imbattersi in Valfredo, nei suoi studi pionieristici e in lui, sempre curioso e attento a ogni novità. Molti di noi, gli empolesi soprattutto, – ricorda Cristina Gelli, direttrice dei Musei di Empoli – hanno avuto sempre un serrato confronto con lui, fatto di scambi, spesso anche vivaci, laddove le opinioni non erano concordi. Finiva spesso che ognuno rimaneva sulla sua posizione, ma dopo un dialogo sempre costruttivo. Personalmente perdo un amico, sentito l’ultima volta a fine estate quando, con il solito entusiasmo, mi ha parlato della sua ultima fatica, la riedizione di tutti i suoi studi, palestra per ognuno di noi, che stava rivedendo e arricchendo di novità emerse nella ricerca d’archivio. Mi mancherà il suo spirito, la sua vena polemica, la sua passione per la nostra città”.

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