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Casteldelbosco ancora senza medico, la consulta di frazione: “Il sindaco sia garante dei nostri diritti”

I disagi si protraggono dallo scorso 27 dicembre e ancora non c'è una soluzione per molti cittadini della zona

Nuovo medico per la frazione di Casteldelbosco, consulta di frazione ancora sul piede di guerra.

“I principi costitutivi del tanto blasonato servizio sanitario della Toscana – dicono dalla consuilta – si ispirano alla “centralità e partecipazione del cittadino, in quanto titolare del diritto alla salute e soggetto attivo del percorso assistenziale”, all’“universalità e parità di accesso ai servizi sanitari per tutti gli assistiti”, alla “sussidiarietà istituzionale e pieno coinvolgimento degli enti locali nelle politiche di promozione della salute” ma si scontrano e si contrappongono agli eventi che ultimamente stiamo vivendo. Per dieci mesi siamo stati assistiti da un ottimo medico che, a causa di una regola Asl fortemente anacronistica che gli ha impedito di acquisire nuovi pazienti, si è visto costretto a lasciare l’incarico dal 27 dicembre scorso. I fatti che sono avvenuti successivamente e le testimonianze, facilmente riscontrabili e pubblicate sui social, riteniamo che ci abbiano privati di questi diritti, discriminati e penalizzati da decisioni incomprensibili e superficiali e da inadempienze da parte di chi è pagato per garantire i servizi sanitari fondamentali”.

Alcuni cittadini – ricordano dalla consulta – si sono trovati improvvisamente senza medico. Da gennaio, tramite il portale aziendale – Open Toscana – hanno effettuato la scelta del nuovo medico nel dottor Bellagamba (uno che figurava tra i pochi disponibili) ottenendo la certificazione di presa in carico con tanto di nominativo del nuovo medico, orari di ricevimento, numeri telefonici e indirizzo della sede. Ma quando si sono recati all’ambulatorio per la prestazione di cui avevano bisogno, non sono stati accettati in quanto il medico aveva avuto dall’Asl il diniego ad acquisire nuovi pazienti; altri cittadini si sono recati fisicamente allo sportello per fare la scelta del medico ma stanno ricevendo appuntamenti a distanza di 10-15 giorni; altri ancora riferiscono che recandosi alla casa della salute di Capanne domandando ad una delle segretrarie dei medici di medicina generale come si può scegliere il medico si sentono rispondere con fare aggressivo e scostante “c’avevate a pensare prima perché sapete da tempo che il Peyronel andava via”; alcuni cittadini hanno regolarmente scelto un medico dei disponibili, salvo poi, telefonando allo stesso sentirsi rispondere che lui “non ne voleva più e la Asl ha sbagliato ad assegnarglieli”; per molte altre persone, ancora senza medico, che legittimamente si rivolgono al servizio di guardia medica le cose non vanno meglio: i tempi di attesa sono oltremodo lunghi, le persone non vengono ricontattate nonostante le promesse fino a qualcuno che si è sentito dire “tanto lo sappiamo come siete messi, noi non possiamo fare niente””.

“Ci risulta – prosegue la consulta – che per tamponare la situazione è stato scelto in modo scellerato di aumentare, in deroga alle precedenti disposizioni, il numero massimo di utenti per i medici a tempo indeterminato che già faticano a garantire il servizio per i propri assistiti (infatti alcuni medici sembra che abbiano rifiutato l’offerta). Siamo pertanto a chiedere risposte e chiarimenti, non per aprire inutili polemiche, ma perché venga trovata una soluzione definitiva ad una situazione che ogni giorno che passa si fa più pesante. Non sarebbe stato più logico, soprattutto in questo periodo di pandemia, adottare la stessa misura in deroga nei confronti dei medici sostituti che, in realtà, spesso sono costretti a lasciare l’incarico per via delle assurde regole delle delibera del 5 febbraio 2020 – magari annullandola – non potendo incrementare il numero di assistiti? Com’è possibile che, nonostante il lungo preavviso con cui il medico uscente ha preannunciato la propria scelta, nessuno si sia preoccupato di organizzare la sua sostituzione in modo tempestivo, senza creare disservizi, e di comunicare agli assistiti interessati come comportarsi per non incorrere nei disagi di cui sopra?  Come è possibile che per 15 giorni il dottor Bellagamba abbia potuto acquisire nuovi pazienti sul portale contravvenendo alla delibera sopra descritta e poi soprattutto rifiutare loro le loro necessarie cure su indicazioni della Asl? E ancora, come può un medico, nonostante abbia posti liberi, rifiutarsi di accettare nuovi assistiti?”.

La guardia medica poi, non dovrebbe sostenere l’assistenza primaria? – conclude la lamentela – Come è possibile che non si vogliano effettuare prestazioni? Rivolgiamo anche al sindaco questo appello, in virtù della sua carica, perché si faccia portavoce di queste problematiche per la tutela e la difesa della salute dei sui cittadini prima che subentri una sorta di rassegnazione che è il più deleterio di tutti i sentimenti e che induce a ritenere “normale” ciò che invece dovrebbe scuotere le coscienze e far porre dubbi di senso. Ci auguriamo di ricevere un chiarimento degno di nota da parte di un responsabile, di un dirigente, di un medico, di chicchessia in ordine alle responsabilità ma soprattutto ci auguriamo di ricevere una risposta nei fatti.”

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