Grano e dissuasori all’ingresso per scongiurare un altro “Caso Tavolaia”, il piano di Comune e Questura contro i rave party foto

"Ma niente può sostituire il sostegno della popolazione" e la tempestiva segnalazione

“Noi facciamo il nostro lavoro con un’attenzione particolare, quanto e più di prima, al fenomeno ‘rave’, ma niente può sostituire il sostegno della popolazione”. E’ questo l’appello che il dirigente del Commissariato di Pontedera e vice questore Luigi Fezza, ha fatto ieri 30 maggio a Santa Maria a Monte all’incontro organizzato dall’amministrazione comunale sul pericolo di un nuovo ‘caso Tavolaia’.

Un incontro, tenutosi nei locali dell’osservatorio astronomico di Tavolaia, al quale hanno partecipato anche la sindaca Ilaria Parrella, il maresciallo capo Francesco Giallombardo da un anno alla guida dei Carabinieri della stazione locale e Francesca Meucci, comandante della polizia municipale. Evento molto partecipato, nato dall’esigenza di provare ad elaborare misure ostative e di prevenzione alla realizzazione di nuovi rave party nel territorio comunale.

“Come Comune – racconta la sindaca Parrella – abbiamo cercato di rendere un po’ più difficile l’ingresso all’area, anche in collaborazione con la proprietà del terreno. Il campo, innanzitutto, quest’anno è stato coltivato a grano e questo rende difficoltoso lo stanziamento con mezzi pesanti come avvenne lo scorso anno. Inoltre sono stati messi dei dissuasori all’ingresso ed una serie di altre piccole accortezze. Questo perché, da come emerso dalle indagini seguite agli ultimi due rave, quello dello scorso anno e quello del 2007, Tavolaia è sempre stato un ‘piano B’ nel corso dell’organizzazione di questi eventi. Un posto dove convergere quando le cose non vanno come dovevano andare in luoghi, evidentemente, più idonei. Cerchiamo quindi di renderlo ancor meno ideale di quanto non sia”.

L’obiettivo è quello di arrivare al punto di essere capaci di sventare la festa nel momento esatto in cui prova ad innescarsi, esattamente come avvenuto a Palaia due mesi fa (vedi link) dove le carovane di camper, roulotte e mezzi carichi di casse, trasformatori e viveri erano state intercettate quando sul posto stavano convergendo i primi partecipanti. “Bloccare l’ingresso alla festa tempestivamente, in quel caso, ha reso possibile impedire l’evento – spiega Fezza –. Questo perché c’è un mercato anche dietro questi eventi. Una festa alla quale riescono a partecipare solo 3 o 400 persone, prima che tutti i nostri uomini comincino a bloccare gli ingressi, è una festa che non conviene nemmeno a loro organizzare”.

Così, appunto, non fu a Tavolaia nel 2021, quando un po’ tutte le autorità furono colte di sorpresa (questo), forse prese anche dal tutta la fase Covid, che con la bella stagione si stava solo appena un po’ sciogliendo con l’allentarsi delle restrizioni. “Dopo quegli eventi è nato un piccolo gruppo di lavoro in Questura per scongiurare questo genere di manifestazioni, che in casi più gravi hanno portato, come alcuni mesi fa nel Lazio, anche alla morte di un ragazzo. Si tratta purtroppo di fenomeni difficili da prevedere, con un’organizzazione spesso internazionale dietro che lavora sui social e non si espone sulla localizzazione del prossimo evento se non all’ultimissimo momento. E’ stata anche fatta una mappatura dei luoghi potenzialmente ideali in provincia, ma si parla comunque di un territorio troppo vasto. Gli occhi della popolazione, lo scrupolo di chiamare il 112 quando vi sono le prime avvisaglie che qualcosa sta accadendo, sono il migliore antidoto al ripetersi di questi fatti”.

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