Gli scoppia in faccia la nuova caldaia, l’Inail gli dà 140mila euro. Per il giudice va bene così

La storia risale a 10 anni fa. L’uomo ha citato in giudizio il venditore che a sua volta aveva chiamato a garanzia sia l’assicurazione che il produttore della caldaia

Gli scoppia in faccia la caldaia e rimane ferito e con postumi invalidanti, l’Inail gli risarcisce 140mila euro di danni e per il giudice ve bene così. La vicenda si è conclusa in un’aula del Tribunale di Pisa ma risale a 10 anni fa, quando un uomo, all’epoca 60enne, originario di San Miniato, arriva in ospedale a Pontedera accompagnato da un collega.

Pochi minuti prima, in ufficio, l’uomo aveva avviato per la prima volta la nuova caldaia installata da poco perché ormai il freddo era sempre più pungente. Ma non appena ha premuto il pulsante di avvio, c’è stata l’esplosione. Poi la corsa in ospedale, dove i medici gli diagnosticano “ustioni di primo grado al volto, annessi oculari e cuoio capelluto” e malattia meta traumatica accertata dall’Inail e dalle visite mediche cui successivamente si sottoponeva anche in ragione dell’accertata ipoacusia. In giudizio è emerso che per un difetto alla valvola e al tachimetro la pressione reale al momento dello scoppio era di 17 bar, dove il limite deve restare tra 1,5 e 2. A distanza di circa 20 giorni dal trauma, l’uomo si è recato nuovamente al pronto soccorso per la persistenza di cefalea e comparsa di acufeni (assenti al primo accesso al pronto soccorso).

In tale occasione veniva sottoposto a visita oculistica, con rilievo di aumento della pressione intraoculare ed al timpanogramma che rilevava una ipoacusia sensoriale bilaterale ed una visita neurologica con rilievo di lateropulsione verso destra durante la deambulazione per la quale eseguiva una tac e altri esami clinici. L’infortunio è stato valutato anche in ambito Inail che ha riconosciuto un periodo di malattia fino al 30 novembre 2012 e un danno permanente del 40% per “assenza di postumi permanenti tegumentari da ustione: ipoacusia percettiva pantonale da trauma acustico acuto”.

Nel giugno del 2013, l’anno dopo, altri esami riportano, stando al resoconto processuale, una grave ipoacusia pantonale. Allo stato attuale continua a lamentare cefalea, che spesso lo sveglia durante il riposo notturno, persistenza di acufeni e talora vertigini al risveglio. Lamenta anche disturbi visivi: vede come delle farfalline e talora la vista si annebbia. L’uomo ha citato in giudizio il venditore che a sua volta aveva chiamato a garanzia sia l’assicurazione che il produttore della caldaia difettosa. Ma per il giudice le eventuali azioni di rivalsa vanno avviate in altri procedimenti. In questo concluso lo scorso 6 giugno il risarcimento dell’Inail è stato ritenuto più che sufficiente da parte del giudice. Si legge infatti in sentenza: “Risultando l’attore già ampiamente ristorato, non ha diritto alla liquidazione di nessun altro importo”. Questa la sentenza di primo grado. Il rischio di danni peggiori fino ad esiti a volta letali nel caso di uno scoppio improvviso di una caldaia stavolta è stato scongiurato per mera fortuna vista la vicinanza dell’uomo al momento dell’esplosione.

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