Si frattura una vertebra durante la gita, la società di Pisa dovrà risarcirla

Il tribunale condanna la ditta che ha organizzato l'evento

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Partecipa a un gita organizzata e si frattura una vertebra, il tribunale ha condannato la società privata di Pisa a risarcire la donna con circa 10mila euro più 4mila euro di spese legali. La donna originaria della Lucchesia nel 2012 aveva deciso di aderire a una gita di un giorno organizzata da alcuni coetanei amici, tutti over 50, per visitare Città di Castello in Umbria, l’escursione prevedeva il viaggio in un autobus privato con autista e accompagnatore con partenza la mattina presto del 10 ottobre del 2012 da Pisa e rientro in serata. Circa due ore e mezzo di viaggio per arrivare a Città di Castello per le otto e mezza del mattina e rientrare la sera, colazione al sacco e visita della cittadina umbra, sede vescovile della Diocesi. Il viaggio era infatti organizzato da associazioni cattoliche.

Ma durante il ritorno forse per stanchezza l’autista in un tratto di strada provinciale prima di imboccare l’autostrada affronta, secondo i giudici, alcuni dossi a velocità troppo elevata ed eccessiva e in uno di questi scossoni la donna sente un forte dolore alla schiena. All’arrivo infatti i sanitari del 118 dovranno prestarle le prime cure. La donna ha eseguito quindi una risonanza magnetica la quale ha evidenziato una ‘lesione somatica di D12’; e, proprio a causa delle lesioni subite, secondo il resoconto processuale, ha dovuto sottoporsi ad un intervento chirurgico di vertebroplastica.

Dopo la sua guarigione decide di rivolgersi al Tribunale competente per chiedere il risarcimento dei danni che il giudice le concede dopo aver esaminato gli atti, ascoltato i testimoni e soprattutto dopo aver dato incarico a un perito di accertare il nesso eziologico tra l’urto e la lesioni e quantificare i danni. Si legge infatti nella sentenza pubblicata ieri (30 giugno), a firma del giudice del Tribunale di Pisa, Laura Pastacaldi: “Per quanto attiene, poi, alla precisa indicazione delle circostanze di luogo dell’evento, l’attrice ha allegato che il sinistro si è verificato durante il viaggio, a causa del brusco urto con il dosso stradale, dovuto alla velocità del mezzo, non adeguata alle condizioni della strada. Inoltre, osserva il ctu che la rmn del 18 ottobre 2012 mostra una frattura vertebrale recente (presenti ancora edema ed iperemia) certamente compatibile con un trauma patito 12 giorni prima, ma non sicuramente databile con certezza. Alla luce di tali elementi, il ctu ha ritenuto di riconoscere un danno biologico temporaneo per un periodo complessivo di 60 giorni, da suddividersi in 20 giorni di invalidità temporanea parziale al 75%, 20 giorni di invalidità temporanea parziale al 50% e 20 giorni di invalidità temporanea parziale al 25%”.

Da qui la condanna della società privata che attraverso la propria assicurazione ora dovrà risarcire la donna dei danni come terza trasportata.

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