Da San Miniato con la cocaina in auto, corriere della droga in manette a Massa

Indagini dei carabinieri su eventuali complici e clienti

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Arrestato dai carabinieri della Compagnia di Massa un cittadino di origini magrebine domiciliato a San Miniato, poiché trasportava della cocaina pura.

Da diversi giorni i militari dell’Arma tenevano sotto controllo la periferia del capoluogo massese, dove era stata notata una vettura con a bordo un cittadino di origini magrebine che effettuava dei movimenti sospetti, effettuando, talvolta, anche delle brevi soste in prossimità di aree urbane prive di abitazioni.

Sono stati proprio questi movimenti “anomali” ad insospettire gli investigatori che, lo scorso sabato 2 luglio, hanno atteso che la vettura comparisse nuovamente in tale zona. Dopo aver provveduto a fermarla, è stato rilevato che il conducente era un cittadino di origini marocchine domiciliato nel pisano e solitamente gravitante in tale area.

I successivi controlli hanno permesso di convalidare i sospetti dei militari. Infatti, in un vano opportunamente ricavato nella vettura, il guidatore aveva abilmente occultato 150 grammi di cocaina pura, suddivisa in tre grandi involucri, che era quasi certamente destinata a rifornire il locale mercato di spaccio al dettaglio. Al termine degli accertamenti, il corriere della droga è stato arrestato e sottoposto alla misura degli arresti domiciliari in un comune del pisano in attesa dell’udienza di convalida che si terrà presso il tribunale di Massa, nel corso della quale, l’arrestato avrà la possibilità di poter controbattere alle accuse mosse nei suoi confronti e agli elementi di prova raccolti a suo carico.

Ora gli investigatori si occuperanno di ricostruire tutti i movimenti del corriere, al fine di accertare l’eventuale presenza di ulteriori complici  e identificare anche i destinatori finali della sostanza stupefacente.

L’attività di polizia giudiziaria svolta dai carabinieri del capoluogo ha inferto un importante colpo alle attività di spaccio locali, infatti, la sostanza sequestrata, dopo essere stata opportunamente tagliata, avrebbe fruttato nel mercato al dettaglio circa 20mila euro.

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